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Il Santo plagio

Laura Fezia, Il Santo plagio (Come la Chiesa cristiana ha saccheggiato il paganesimo per costruire il proprio potere), Uno Editori, Città di Castello (PG), 2021, pagine 247, euro 15,70

Saggio storico demistificante a sfondo scettico razionalista volto a demolire la credibilità storica dei vangeli, usando una terminologia spesso satirico-polemica. Ad esempio Gesù e i dodici apostoli sarebbero stati “tredici scansafatiche” che nei loro giri di predicazione fruivano anche della compagnia di “alcune donne” vivendo a sbafo dei loro seguaci: “vivere senza lavorare”. Altro che castità e povertà!

Inoltre molti santi paleocristiani sarebbero “personaggi di cui non è nemmeno certa la realtà storica” e quindi si ha fondato motivo di dubitare della veridicità delle loro reliquie.

Una leggenda sul destino celeste del cadavere di Maria, presunta “Madre di Dio” è liquidata come “l’incredibile fanfaluca”.

Vi è poi il secolare problema degli errori di traduzione che rendono del tutto inaffidabile la dottrina cristiana: nel testo tale accusa è lanciata sia a proposito della vita di Gesù che di certi passi biblici.

Comunque lo scopo principale del libro, già chiarito nel suo titolo e nell’immagine scelta per la copertina che ritrae una scultura della religione mitraica, è far capire al lettore che la religione cattolica apostolica romana non è altro che una commistione di precedenti culti pagani. Ad esempio “il rito eucaristico è assimilabile, né più né meno, alla teofagia praticata presso antichi popoli, soprattutto orientali”.

Gesù non istituì alcun sacramento: “Questi furono inventati dalla Chiesa attingendo a tradizioni pagane” precedenti allo scopo di abusare della credulità popolare a fini di arricchimento e di potere

Per completare l’opera di demolizione del cattolicesimo l’Autrice lo attacca anche dal punto di vista della moralità dei sacerdoti denunciandone “il marciume nascosto per troppo tempo sotto il santo tappeto”.

Il testo è preceduto da una Prefazione del giornalista e scrittore Enrico Baccarini che rileva come “in nome di Dio furono compiuti massacri, torture, gesti esecrabili”.

Pierino Marazzani, novembre 2021