Diario su Cristo. Premessa

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Il lettore non si aspetti granché: molti brani sono stati presi dal libro precedente, Cristo in Facebook, perché mi piaceva tenerli in un unico posto, che mi agevolava nelle ricerca indicizzata delle parole. A volte m’illudo che, tenendo tutti i pensieri insieme, in un unico PDF, sia più facile che emergano nuove domande, nuove riflessioni. Purtroppo ci vuole un’illuminazione interiore, non bastano questi miseri espedienti tecnici. Sono comunque propenso a considerare i file digitali superiori ai testi cartacei, per quanto di difficile lettura. Se i redattori dei vangeli li avessero potuti usare, sicuramente avrebbero creato dei testi la cui mistificazione sarebbe stata più difficile da individuare.

Ormai comunque si è capito che di “tradizionale” (o di standardizzato) in me non c’è né la credenza né la non credenza. Quando dico che non esiste alcun Dio onnipotente e onnisciente (il cui nome, peraltro, dovrei scrivere con la “d” minuscola), i credenti m’insultano; ma quando dico che la Sindone è l’unico reperto autentico di tutto il Nuovo Testamento, lo fanno gli atei. Per me, lo dico chiaro e tondo, se esiste una sorta di “divinoumanità”, non è possibile andare oltre Gesù Cristo (e di sua moglie1), poiché in lui come uomo ci possiamo identificare, non essendosi comportato come una divinità finché è rimasto in vita.2

Il fatto che sia stranamente scomparso dalla tomba non ci deve riguardare più di tanto: per me resta una sua “questione personale” (e do per scontato che tutti i racconti di riapparizione siano inventati). Non ho bisogno di sapere che è “risorto” per credere che nell’universo nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Anche se il nostro corpo non è destinato a risorgere subito dopo essere morto, di sicuro noi continuiamo a vivere in qualche altra dimensione. Eventualmente con un altro tipo di fisicità. E in quest’altra dimensione ci siamo solo noi umani, destinati a popolare l’intero universo, che è illimitato nello spazio ed eterno nel tempo, così come si conviene alle caratteristiche della nostra libertà di coscienza.

In questo libro (che, a parte alcuni post messi in Facebook nel 2021, è stato scritto nel 2022) si troveranno commenti ad alcuni libri di esegesi critica che mi è capitato di acquistare su Amazon, un portale che ha il merito di offrire proposte correlate a ciò che si va cercando. Nel momento della primitiva stesura la stragrande maggioranza dei pensieri era stata elaborata in maniera puramente casuale, rispondendo anche alle sollecitazioni provenienti da vari gruppi di Facebook dedicati al cristianesimo primitivo. Poi, rileggendoli, si è preferito evitare la successione cronologica, onde risparmiare al lettore inutili ripetizioni, optando invece per una categorizzazione degli argomenti.

Devo ammettere che ormai sulle questioni fondamentali, inerenti ai vangeli, ho le idee abbastanza chiare. E faccio molta fatica a sopportare delle tesi confessionali o che si discostano troppo dalle mie. Non ho più voglia di mettermi a discuterle. Penso pertanto che questo sarà l’ultimo libro su Gesù Cristo, a meno che qualcuno non ritrovi in Turchia il vangelo originario di Giovanni, ma dovranno far presto a tradurlo, perché ormai sento che gli anni cominciano a pesarmi.

Note

1 A volte penso, siccome all’origine del genere umano deve per forza esserci un rapporto di coppia, che la Maddalena (che voleva dire “turrita”, non tanto proveniente da “Magdala”) sia stata anch’essa una sorta d’incarnazione extraterrestre al pari del Cristo. Peccato che la sua idea sul trafugamento del corpo lo escluda. Così come lo esclude la decisione di accettare l’idea petrina sulla resurrezione di Gesù. Se davvero fosse stata un essere divinoumano, avrebbe dovuto dire di proseguire il suo messaggio politico di liberazione nazionale, cioè di non dare alcun peso alla tomba vuota e, al massimo, di accontentarsi della sindone. Quindi forse dobbiamo aspettarci una nuova incarnazione, questa volta però di tipo femminile. Com’è giusto che sia. Ma mi rendo conto che qui presto il fianco a teorie gnostiche. In ogni caso non può bastare il femminile Paraclito del IV vangelo. L’esegesi laica si è opposta all’idea evangelica di trasformare il “liberatore” in un “redentore”, ma deve farlo anche nei confronti dell’idea di associare il “redentore” a un “consolatore”.

2 Tutti i miracoli straordinari compiuti da Gesù vanno considerati redazionali; al massimo si può accettare qualche guarigione psicosomatica. Si noti peraltro come il Cristo dei Sinottici compie molti miracoli proprio perché viene rappresentato come un galileo, mentre nel IV vangelo viene invece rappresentato come un leader che discute di religione e politica coi farisei e, prima ancora, col movimento battista. I Galilei erano più influenzati dei Giudei dalla cultura ellenistica. Quindi si può tranquillamente presumere che i Sinottici siano più falsi del vangelo giovanneo, nonostante quest’ultimo presenti aspetti mistici notevolmente superiori, che sono appunto serviti per mistificare un testo altamente politico.

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