Cristo in Facebook. Sulla Sindone

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La Sindone è l’unico documento autentico di tutto il Nuovo Testamento. Il test del radiocarbonio non ha tenuto conto che il reperto ha subìto un forte ringiovanimento a seguito delle continue esposizioni pubbliche e contatti manuali, per non parlare del devastante incendio di Chambéry, per cui non c’è scienziato che non sarebbe disposto a rifarlo. A prescindere comunque dalla ricerca scientifica, che risulta più che sufficiente per stabilire che quello non è un artefatto medievale, resta assodato che se quello è il corpo di Gesù, il trattamento disumano che i carnefici gli hanno riservato esclude categoricamente la rappresentazione mistica, buonista e pacifista che di lui hanno dato i vangeli. Chi nega l’autenticità del reperto, dopo tutte le prove a suo favore, nega che il Cristo sia stato un politico eversivo, nettamente ostile ai Romani. Nega soprattutto che Pilato lo voleva assolutamente morto, poiché di lui aveva evidentemente molta paura. Infatti non risulta alcun caso nella storia che un condannato all’esecuzione capitale della croce (generalmente riservata agli schiavi ribelli, come p.es. nel caso della rivolta di Spartaco), sia stato preventivamente colpito con 120 colpi di frusta (ordinati da Pilato), schernito e pesantemente torturato dai militari che lo tenevano in custodia (col permesso di Pilato).

Il che non vuol dire che la Sindone dimostri che Gesù sia risorto, poiché il termine “resurrezione” (o meglio “ridestamento”, quello usato in Marco) implica che il corpo sia stato rivisto dopo morto: il che va escluso a priori, in quanto si sarebbe violata la libertà di coscienza degli uomini, che vanno lasciati liberi di credere o di non credere. La Sindone semplicemente dimostra, essendo stata trovata piegata a parte nel sepolcro, che il corpo non era stato trafugato, e, sulla base delle impronte del cadavere, che il corpo era stranamente scomparso. Siccome sul concetto di “strana scomparsa” non si poteva creare una “religione”, Pietro decise di togliere di mezzo la Sindone e di parlare di “morte necessaria”, voluta dalla “prescienza divina”, cui avrebbe fatto seguito un’immediata parusia trionfale antiromana se i sacerdoti si fossero pentiti d’aver consegnato Gesù ai Romani. Questo il senso del suo discorso riportato negli Atti.

Poi, siccome non ci fu né il pentimento né la parusia, Paolo cominciò a dire che Gesù era il figlio unigenito di Dio, in via esclusiva, incarnatosi per riconciliare il Padre col genere umano, tendente al male sin dai tempi del peccato originale (Gesù come nuovo Adamo). Nelle sue lettere gli uomini vengono rappresentati come strutturalmente incapaci di compiere il bene: “non faccio il bene che voglio ma il male che non voglio” (Rm 7,20). Quindi per lui non era più importante alcuna liberazione nazionale, che era l’obiettivo per il quale perseguitava i cristiani seguaci della teologia petrina, politicamente attendista. I nemici non sono più per Paolo “la carne e il sangue ma le potenze dell’aria” (Ef 6,11-12), per cui per salvarsi davanti a Dio è sufficiente credere nella divinità di Gesù e nella sua resurrezione. La salvezza è data dalla fede nella grazia divina. Siccome però neanche a questo i Giudei vollero convincersi, Paolo decise di equiparare moralmente ebrei e gentili, ponendo fine all’idea di “popolo eletto”, dopo aver spostato il ritorno di Cristo alla fine dei tempi, per il giudizio universale.

Obiezione: Ma lo sai che in tre laboratori differenti è stato fatto l’esame e ha dato lo stesso risultato? Impossibile se fosse stato falsato. Inoltre ci vogliono quantità notevoli di materiale organico non appartenente al telo per falsare i risultati. I maggiori scienziati dicono questo. Prove a suo favore quali? Semmai ci sono prove a sfavore: anatomiche, chimiche e fisiche. La ricerca scientifica prova abbondantemente che è un artefatto. Il resto fantasie…

Risposta: Devi leggere testi di patologi, chimici, fisici, botanici… per capirla in maniera scientifica. Dopodiché devi usare la Sindone in maniera politica per smentire la tesi mistica dei vangeli che rappresenta Gesù in maniera pacifica.

La Sindone non è un dipinto o un disegno, non presenta tratti di contorno o di riempimento, né bordi definiti. Non vi sono segni di pennellate o di colpi di spatola o di colori applicabili coi polpastrelli delle dita. Sopra di essa non è stato steso alcun fondo di preparazione. L’immagine non risulta dall’applicazione di una sostanza colorante di tipo minerale, vegetale o animale (pigmento, tinta, polvere, inchiostro…), e neppure è stata ottenuta da un cadavere per contatto o dallo stampo di un metallo caldo. Non vi sono tracce di cementazione o di pigmenti (oleosi o acquosi) negli interstizi fra le singole fibrille di lino componenti il filo della trama, tali da poter giustificare una formazione artificiale dell’immagine. D’altra parte solo le fibrille più esterne dei fili di lino sono interessate dall’immagine: lo attestano gli esami spettroscopici e termografici. L’impronta non penetra negli avvallamenti della tessitura e non può essere stata formata da essudazione corporea o da unguenti e aromi come mirra e aloe (queste ultime non sono state trovate nel corpo ma nel telo, in maniera irrilevante e disomogenea, proprio perché il telo era preposto alla sepoltura). Non ci sono sbavature, né diffusione per capillarità tra le fibrille del tessuto, come p.es. è avvenuto con l’acqua che gli è stata gettata sopra per spegnerla dal fuoco. L’immagine è termostabile alle alte temperature, ai gradienti termici e all’acqua e non può essere sbiancata o mutata da alcun agente chimico standard. È rimasta se stessa nonostante che per tre volte sia stata molto vicina a incendiarsi.

L’immagine corporea è fluorescente ai raggi ultravioletti, ed è visibile nella sua completezza solo se un osservatore è a circa due metri di distanza. Nel 2011 l’ENEA di Frascati ha dimostrato che soltanto utilizzando la luce UV e VUV di un laser a eccimeri impulsato della durata di alcuni miliardesimi di secondo è possibile colorare il lino in modo similsindonico.

Obiezione: Quando commentate la Sindone è corretto usare il plurale: tutte rigorosamente autentiche!

Risposta: Di Sindone autentica esiste solo quella di Torino, trafugata dai crociati francesi durante la IV crociata a Costantinopoli. Tutte le altre sono false o copie da un originale.1 Autentica vuol dire che non è stata manipolata da mano umana.

Obiezione: Quindi secondo te sarebbe il sudario che ha avvolto Gesù?

Risposta: Assolutamente sì, anche se i redattori usano la parola sudario per indicare il panno che i Romani mettevano sul volto del morto, cosa che gli ebrei non facevano.

Obiezione: Anche gli ebrei mettevano il sudario (una specie di grande fazzoletto) sul volto del defunto già avvolto dalla Sindone, con la funzione di proteggere la soluzione di mirra e di aloe da un’evaporazione troppo veloce.

Risposta: I corpi dovevano decomporsi velocemente, specie quando interrati in sepolcri che potevano essere usati dai parenti. Gli ebrei erano e sono ancora oggi maniaci dell’igiene. Mirra e aloe si mettevano nel lenzuolo, che infatti sono stati trovati nella Sindone. Il cadavere al massimo veniva lavato. Tra l’altro gli ebrei avevano orrore del sangue, per cui spesso sotterravano il corpo così com’era, col vestito addosso. Inoltre solo le persone facoltose si potevano permettere dei sepolcri. In genere i corpi venivano sepolti. Giuseppe d’Arimatea offrì il proprio sepolcro unicamente per evitare una sepoltura comune dei tre giustiziati, visto che si sentiva un suo discepolo occulto. Infine, se davvero avesse avuto un sudario in faccia, allora vuol dire che l’inumazione sarebbe stata regolare; invece fu molto affrettata. L’unico sudario attendibile pare essere quello di Oviedo, avendo lo stesso gruppo sanguigno, ma è stato usato prima di avvolgere il corpo nel lenzuolo, cioè appena deposto dalla croce. Nessuna donna è entrata nel sepolcro, anche se sapevano dov’era situato.

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Trovato su Academia.edu per caso un testo di 25 pp. di Vito Sibilio sulla Sindone, ed ecco il commento.

Tra le tante cose giuste ch’egli ha preso da testi scientifici, ve ne sono altre che lasciano interdetti, considerando il livello culturale del teologo in questione.

1- Anzitutto non ha capito che il Cristo sindonico è politico, mentre quello evangelico è teologico, per cui l’uno (reale) smentisce l’altro (fittizio). Non si può accettare l’idea, in un’analisi che si presume tecnico-scientifico, che Gesù sia morto per adempiere alla volontà del Padre!

2- Accetta la tesi petrina della resurrezione, quando il corpo redivivo del Cristo non poteva essere visto da nessuno, se non violando la libertà di credere o di non credere. Chi crede nei racconti di riapparizione dovrebbe rileggersi quanto meno la parabola lucana del povero Lazzaro: “tra noi e voi è stabilito un grande abisso” (16,26). La verità non può essere imposta come un’evidenza.

3- È convinto che, siccome Gesù è risorto, allora si è anche trasfigurato, è disceso agli inferi, ha attraversato muri e porte, ha separato l’anima dal corpo, è asceso al cielo, è apparso a Paolo… Insomma siamo nel più tradizionale misticismo catechistico, lontanissimo dalla tragedia di quella immagine sommamente martoriata per motivi tutt’altro che religiosi.

4- Considera la Sindone una “prova” della resurrezione, quando invece essa mostra solo un’anomalia, al momento non spiegabile coi mezzi che abbiamo.

5- Non capisce che Gesù non è rimasto affatto nella tomba 30-36 ore (avvalorando i 3 giorni canonici), ma solo poche ore, cioè il tempo che ci mise la Maddalena dall’inumazione del venerdì pomeriggio alle prime luci del sabato mattina.

6- Conferma l’assurda presenza di Nicodemo e del sudario sul volto di Gesù, che invece da soli smentiscono la sepoltura provvisoria e affrettata, quale essa fu per il divieto di toccare cadaveri nel sabato pasquale imminente.

7- Fa portare a Gesù l’intera croce e poi, quando non ce la faceva più, la sola traversa orizzontale, a causa del fatto che, secondo lui, sul Golghota le croci erano solo due, non essendo prevista la cattura di Gesù. Una svista incredibile: i pali già conficcati in realtà erano già tre, in quanto il terzo condannato a morte era Barabba, che si salvò all’ultimo momento. E a Gesù tolsero la trave quasi subito, perché, a causa della pesantissima fustigazione, non ce la faceva proprio.

8- Accetta la versione sinottica secondo cui la sepoltura doveva essere completata dalle donne, quando invece il costume ebraico vuole che la sepoltura dei morti avvenga sulla base della divisione per genere.

9- Crede che il velo della Veronica (o volto di Manoppello) rappresenti le vere fattezze del Cristo! Un volto con gli occhi aperti di cui si vedono le pupille!

Insomma questi teologi confessionali non capiscono che se Gesù fosse davvero riapparso ai suoi discepoli, la prima cosa che avrebbe detto sarebbe stata quella di non creare nessuna nuova religione, poiché non era stato certamente per una questione di fede che Pilato l’aveva giustiziato!

Obiezione: La datazione al C14 l’ha derubricata ad artefatto medievale. Un’epoca in cui le reliquie di Cristo sovrabbondavano.

Risposta: La scienza ha dimostrato ampiamente da vari punti di vista che è un reperto del I sec. L’unico test che ha parlato di Medioevo è stato quello del C14, che va rifatto completamente, a detta degli stessi scienziati. Vogliono essere loro a decidere i campioni da esaminare (escluso ovviamente Timothy Linick, del laboratorio di Tucson, che si è suicidato nel 1989). Non gli devono arrivare già impacchettati e abbondantemente ringiovaniti da centinaia di mani che han toccato i bordi del telo.2 Peraltro non si può datare un oggetto di cui non sono noti i fattori ambientali che vi possono avere influito nel passato.3

L’anomalia della Sindone sta nella formazione in 3D e in negativo dell’immagine, che interessa solo le fibrille superficiali del telo. Da cui comunque non si può inferire che sia “risorto” ma solo “scomparso in maniera strana”. Il termine di “resurrezione” implica l’aver rivisto vivo un corpo morto, il che va escluso a priori. In realtà la parola “resurrezione” è stata usata dalla Chiesa primitiva per sostituire la parole “insurrezione”, e di ciò si sono vantati. Non hanno mai fatto alcuna autocritica.

Obiezione: Il chimico Garlaschelli ha riprodotto, qualche anno fa, una “Sindone” tridimensionale e in negativo in laboratorio, usando un bassorilievo e un tampone sporco di polvere di colore.

Risposta: Ha giudicato irrealistiche le macchie di sangue su un avambraccio, senza rendersi conto che la spalla era lussata. Non ha capito che dal costato trapassato dalla lancia è uscito sangue non di un tipo ma di due tipi diversi. Anche Sibilio lo dice. Inoltre ha usato il forno elettrico ventilato a 150°, come se nel Medioevo fosse possibile una tecnologia del genere! E non ha capito che il telo è pieno di pollini e non vi è alcuna traccia di pittura.

E comunque son stufo di queste scemenze di scienziati che fanno i piccoli chimici. Il problema della Sindone è politico, non scientifico. Il Cristo di quel lenzuolo è un leader politico avverso a Pilato. Il Cristo dei vangeli è teologico e avverso a Caifa. Sono due Cristi completamente diversi. Come sono diversi i due Pilato che l’hanno giustiziato: nella Sindone lo voleva assolutamente morto, nei vangeli lo mandò a morte controvoglia, per accontentare i capi Giudei.

Obiezione: L’immagine della Sindone è stata impressa su un bassorilievo, e perciò è un falso, si vede ad occhio nudo. Non c’è traccia del cosiddetto “effetto mappamondo”.

Risposta: Non ci sono neanche tracce di pigmenti pittorici. E se fosse così facile riprodurla, chissà perché a tutt’oggi non ci sono ancora riusciti. Gli unici esperimenti che ci sono andati vicino sono stati quelli col laser, ma non hanno abbastanza potenza per un corpo intero da riprodurre. Cioè si possono riprodurre separatamente su diversi campioni molte delle sue 148 caratteristiche, ma non è ancora possibile riprodurle tutte insieme su un unico lenzuolo. E comunque resta inspiegabile il motivo per cui l’eventuale falsario abbia realizzato un’immagine su un lenzuolo già macchiato di sangue, che si vedono a occhio nudo, facendo in modo che sotto le macchie l’immagine non si veda. Che senso ha che l’immagine sia simile a un “negativo” fotografico, mentre le macchie di sangue sono in “positivo”?

Obiezione: Non ci sono prove scientifiche dell’autenticità della Sindone.

Risposta (non mia ma giusta): Non ci sono prove scientifiche che sia falsa. Comunque storicamente parlando il volto sindonico era conosciuto secoli prima del Medioevo. L’iconografia numismatica visigota e bizantina dal VI secolo parla chiaro.

Risposta: Il laboratorio di Zurigo nel 1983 aveva sbagliato di mille anni la datazione di un campione di cotone peruviano del 1200 dopo Cristo. Foglie di platano raccolte a Roma un anno prima, all’esame apparvero vecchie di 400 anni. Il sito neolitico di Jarmo, nel Kurdistan iracheno, risale al 4700 a.C., ma tre prove di C 14 hanno dato tre esiti diversi: 10000, 7000, 6000 a.C. Il laboratorio di Tucson ha datato un antico corno vichingo al 2006!

È più facile credere nella stranezza della Sindone che non nelle certezze della scienza! E in ogni caso il vero problema è un altro: se la Sindone è vera, i vangeli mentono. Quell’uomo, per come è stato trattato, doveva suscitare un grandissimo odio, una grande paura. Difficile quindi pensare che fosse quel pacifista dipinto dai vangeli. O che fosse andato a Gerusalemme a farsi tosare come una pecora al macello. Quanto alle prove che sia autentica, ce ne sono tantissime solo per chi legge i testi scientifici.

Obiezione: Fa’ una cosa: sporcati la faccia di colore e appoggiaci sopra un fazzoletto. Non rimane impressa un’immagine come quella di una foto ma la faccia diventa larghissima, da orecchio a orecchio. Se, invece, appoggi un telo su un bassorilievo e poi usi un tampone, ottieni la Sindone.

Risposta: Tutti i vangeli parlano della Sindone. Fu usata per una sepoltura affrettata e provvisoria, in quanto era venerdì inoltrato, quasi sabato. Avevano a disposizione solo un lenzuolo, acquistato lì per lì. Il corpo non fu lavato né unto. Sul volto sono state trovate solo le tracce di due monetine risalenti al 29-30 d.C.

Per noi è stata una fortuna che l’abbiano deposto nel sepolcro così com’era, perché questa fretta ci ha permesso di conoscere una infinità di particolari. Il cristianesimo è nato grazie alla Sindone, perché se non fosse stata trovata, gli apostoli (come la Maddalena) avrebbero pensato che il corpo era stato rubato e sepolto altrove. Solo che per creare il cristianesimo, la Sindone non poteva essere utilizzata, anzi andava censurata, sostituendola con le apparizione di Gesù, con la sua ascensione, con la fede nella sua divinità e con la promessa del suo ritorno alla fine dei tempi. In sé la Sindone non dimostra una “resurrezione” ma solo una stranezza incomprensibile. Non avrebbe avuto senso costruirci sopra una religione. Però l’hanno fatto, eliminandola. Una vera truffa.

Obiezione: Ma quali sono i passi evangelici dove si fa capire con certezza che quel lenzuolo è proprio la Sindone di Torino?

Risposta: Ti faccio un solo esempio ma posso farne altri. Nel vangelo di Luca l’unico che vuole sincerarsi di persona di ciò che le donne hanno detto è Pietro, che “corse al sepolcro; si chinò a guardare e vide solo le bende; poi se ne andò, meravigliandosi dentro di sé per quello ch’era avvenuto” (24,12).

Fai attenzione a come è nata la principale mistificazione della teologia petrina. Anzitutto a correre verso il sepolcro non fu il solo Pietro, ma vi era anche Giovanni. È vero, quando entrarono nel sepolcro videro le bende per terra con cui era stato stretto il lenzuolo che avvolgeva l’intero corpo di Gesù. Entrambi videro che il telo era stato piegato e riposto da un lato.

La reazione che ebbero però fu opposta: secondo Giovanni il corpo era stranamente scomparso e la Sindone era l’unico elemento che poteva provarlo, dato che se qualcuno avesse trafugato il cadavere, non si sarebbe preoccupato di sciogliere i legacci che la tenevano unita al corpo, di piegarla e di riporla da una parte; secondo Pietro invece Gesù era risorto e, per credere in questa interpretazione della tomba vuota, la Sindone non serviva a nulla, non offriva maggiori certezze.

Perché Luca parla solo di Pietro? Semplicemente perché fu la sua tesi a prevalere. Giovanni fu emarginato, talmente tanto che il suo nome non appare neppure nel quarto vangelo (probabilmente tale censura fu una delle condizioni per poter divulgare il testo). Che conseguenze ebbe la tesi di Pietro sul movimento nazareno? Sul piano politico furono destabilizzanti: si sarebbe dovuto rinunciare a compiere l’insurrezione armata, in attesa di un ritorno del Cristo risorto, che avrebbe dovuto trionfare non solo su Roma, ma anche sulle autorità giudaiche collaborazioniste. Sicché il movimento fu, in un certo senso, smobilitato. Si perse l’occasione favorevole per opporre politicamente l’intera Palestina alla Roma imperiale.

In attesa della trionfale parusia Pietro si accontentò di opporre il suo “cristianesimo” al giudaismo ufficiale. E fu solo quando si rese conto che l’idea di una imminente parusia era del tutto sbagliata, deciderà di andarsene da Gerusalemme, abbandonando l’intera Palestina a se stessa.

La teologia paolina subentrò subito dopo, quando si volle trasformare Gesù in una divinità e addirittura nell’unico vero Figlio di Dio, in opposizione a tutti gli dèi pagani e alle pretese degli imperatori romani. Fu Paolo a posticipare l’imminente parusia trionfale del Cristo al giorno conclusivo della storia, chiamato, pomposamente, “giudizio universale”.

Obiezione: Non ci sono solo i risultati degli esami al C14, svolti contemporaneamente e indipendentemente da tre laboratori a Zurigo, a Oxford e a Tucson, ma anche tutta la polemica del vescovo di Lirey, Pierre d’Arcis, che scrisse al papa dicendo che il suo predecessore, quand’era apparsa, aveva indagato e conosciuto l’autore del falso. C’è inoltre una bolla papale che la dichiara falsa e impone di dirlo ogni volta che la si espone. Non si parla nei vangeli di una Sindone del corpo di Gesù impresso e non ne parlano neppure i Padri della Chiesa. Tutto ciò è risaputo.

Risposta: Dopo aver letto decine di libri sono arrivato alla conclusione che quella di Torino (e solo quella ovviamente) è autentica, anzi che è l’unico documento autentico di tutto il NT. Per me è una sorta di quinto vangelo. E il fatto che Pietro non l’abbia usata per sostenere la sua ingiustificata tesi della resurrezione, sta proprio a dimostrare che quel lenzuolo non serve a niente, non dimostra alcunché e non poteva far nascere alcuna nuova religione.

Chi sapeva nel Medioevo che i chiodi venivano messi nei polsi? Chi sapeva che il sangue AB è compatibile coi luoghi della Palestina? È vero, alcuni scienziati dicono che il gruppo AB non può esserci stato prima di 1200 anni fa. Però p.es. il sudario della Cattedrale di Oviedo, che col metodo del carbonio-14 risulta essere del 700 d.C. circa, contiene lo stesso sangue.4 Tale sudario, di 83 x 52 cm, presenta numerose macchie di sangue simmetriche, passate da una parte all’altra, senza che si veda alcun volto, benché i punti di convergenza tra le due figure siano oltre 100. Dunque perché dobbiamo sempre cercare le soluzioni più difficili? Il presento falsario medievale come faceva a sapere che una persona che ha sofferto grandi traumi fisici (lacerazioni della pelle ecc.), ha un sangue ricco di bilirubina? I patologi hanno persino scoperto che il cadavere è stato avvolto nel lenzuolo circa due ore e mezza dopo che il corpo era deceduto sulla croce. Il sangue si era coagulato sulla pelle ferita, e sulla Sindone, attorno alle ferite, ci sono aloni di siero, visibili solo nelle foto all’ultravioletto.

Hanno persino scoperto che la materia grezza del panno proveniva dall’India, anche se fu tessuta in Palestina.5 Come mai i pittori bizantini mettevano un ricciolo di capelli nel volto di Gesù? Perché non potevano sapere ch’era in realtà un rivolo di sangue.6 E l’inversione fotografica tra positivo e negativo: come sarebbe stata possibile nel Medioevo? La bruciatura superficiale delle fibrille del tessuto non riusciamo a riprodurla neanche col laser, almeno non con la stessa definizione. Di queste cose potrei elencarne una infinità. Quanto al vescovo d’Arcis, così sicuro che fosse un falso pittorico, non ha mai citato il nome dell’artista; e poi è noto che dichiarava la falsità del telo perché la sua diocesi, di Troyes, subiva degli ammanchi economici a causa dell’esposizione del telo a Lirey, dove si recavano molti pellegrini.7

Quanto all’esame del C14 pochi sanno che venne fatto un altro esame dello stesso tipo sulla Sindone, in forma privata, nel 1982, sei anni prima del test ufficiale. Si usò un semplice filo, preso dal cosiddetto “campione di Raes” (un triangolo di tessuto prelevato dalla Sindone nel 1973, adiacente al campione datato nel 1988). Lo si esaminò in California, all’Institute of Technology, tramite un analizzatore a risonanza ionica ciclotronica. Un’estremità del filo appariva contaminata da materiale estraneo (probabilmente amido), per cui si tagliò il filo a metà, datando le due parti separatamente. Ebbene la parte contaminata fece risultare una datazione vicina al 1200, l’altra parte invece vicino all’anno 200. I risultati di questo test non furono mai pubblicati, né annunciati ufficialmente, neppure a seguito della datazione del 1988.

Obiezione: Ancora non hai indicato i versetti dei vangeli in cui se ne parla.

Risposta: Eccoti l’elenco. Premetto che l’acquisto del lenzuolo, da parte di Giuseppe d’Arimatea, è presente in tutti i vangeli. Devi però escludere i versetti di Giovanni in cui viene detto che, grazie a Nicodemo, lo lavarono e lo unsero. Sono del tutto falsi. Siccome era la parasceve, la sepoltura fu affrettata. Se l’avessero toccato, si sarebbero contaminati e non avrebbero potuto celebrare la Pasqua.

Mc 15,46 lenzuolo.

In Gv 19,39 il falsificatore elimina il fatto che Gesù non fu lavato né unto, parlando di una assurda mistura di oli da 100 libbre portata da Nicodemo, che non può esistere perché il protagonista unico fu Giuseppe d’Arimatea. Nicodemo era un pavido, anche se forse col tempo diventò cristiano.

In Gv 19,40 il falsificatore per non usare la parola Sindone parla di bende (sottinteso: che avvolgono il corpo intero), senza rendersi conto che quello è un modo egiziano, non ebraico, di inumare.

Mt 27,59 lenzuolo.

Lc 23,53 lenzuolo. Lc 23,56 parla di donne e oli senza sapere che nel mondo ebraico non sono le donne che ungono cadaveri maschili. Matteo lo sa bene ed evita di dirlo.

Mc 16 non parla di Sindone perché Pietro la considera del tutto irrilevante ai fini della sua tesi sulla resurrezione.

Gv 20,5 Giovanni e Pietro trovano per terre le bende poste sopra la Sindone per tenerla ferma in più punti. Leggendo questo, il falsificatore ha aggiunto in precedenza la parola “bende” pensando che gli ebrei inumassero così i morti. Anche con Lazzaro è stata fatta la stessa cosa e poi assurdamente lo si è fatto uscire da solo dal sepolcro! In pratica le bende vengono usate contro la Sindone, senza rendersi conto che, se avessero usato le bende o le fasce, ci sarebbe voluto molto tempo per la sepoltura, che però non avevano perché stava arrivando il sabato santo.

Gv 20,7 qui si parla di sudario facendo credere che era solo un pezzo di stoffa posto sulla faccia, alla maniera romana. Ma è falso. A essere piegato era il lenzuolo. Ed è questo, peraltro, che fa capire che sulla croce Gesù era nudo. Non esiste nessun sudario nella tomba, non solo perché era un’usanza romana, non ebraica, ma anche perché, se gli ebrei lo usavano, bisogna dare per scontato che lo facessero per una sepoltura con tutti i crismi, non per una così affrettata. Gli ebrei al massimo usavano (e ancora oggi usano) una mentoniera quando il morto ha la bocca aperta (cosa che facciamo anche noi), ma Gesù, a causa del capo reclinato in avanti per la rigidità cadaverica, aveva la bocca chiusa. Non fu tolto subito dalla croce. Gli scienziati si sono accorti che il corpo non ha una linea esattamente parallela al ripiano su cui poggiava. Ha anche le ginocchia leggermente flesse. Io propendo a credere che chi ha usato la parola sudario, l’ha fatto per censurare la parola Sindone.

Il massimo che hanno trovato sono tracce di due monetine sugli occhi, che però appartengono non all’usanza ebraica ma pagana. Paiono emesse da Pilato nell’anno XVI del regno di Tiberio, corrispondente al 29-30 d.C. Fra icone, monete8 e Sindone i punti di convergenza vanno dai 145 ai 190 (a volte si arriva a 250!). Per la medicina legale ne bastano 50-60 per stabilire l’identica origine di due rappresentazioni diverse.

Gv 20,8 “vide e credette” significa non che, secondo Giovanni, Gesù doveva risorgere ma che il corpo non poteva essere stato trafugato, proprio a motivo della Sindone ripiegata su se stessa. Il redattore però si contraddice, perché in quel versetto dice che “credette”, mentre in quello dopo che non avevano capito che doveva risorgere. Così peraltro fa capire che la Sindone non sarebbe servita a niente ai fini della nascita del cristianesimo, anche se è stato proprio in virtù di essa che Pietro ha elaborato la tesi della resurrezione.

Lc 24,12 elimina Giovanni, testimone scomodo della Sindone, e cita solo Pietro, che quando entra nella tomba vede solo le bende per terra. E queste bende vengono fatte passare per strumento di inumazione, quando invece erano solo dei legacci per tenere fermo il lenzuolo in 2-3 punti.

E comunque io uso la Sindone solo sul piano politico, per smentire la versione edulcorata che danno i vangeli, di un Pilato e di un Gesù buonisti a oltranza, possibili amiconi che solo per un malinteso, ordito dai perfidi Giudei, si son trovati su posizioni opposte, Tutto il resto non m’interessa. Non sono un sindonologo, non vado a cercare in quel lenzuolo le prove della resurrezione, né m’interessano i tentativi di riprodurla, né tutte le analisi scientifiche che sono state fatte per dimostrare che è un reperto autentico o inautentico. Solo le analisi dei patologi mi sono sembrate davvero degne di considerazione.

Obiezione: La morte in croce avveniva per diversi fattori, ma soprattutto per asfissia. Il capo reclinato ci può stare, ma la bocca chiusa? È molto più verosimile che sia morto cercando a bocca aperta di prendere l’ultimo respiro d’aria. Per questo spesso spezzavano le gambe ai condannati, perché non potessero più sollevarsi e alleggerire la pressione sui polmoni. Se non venivano spezzate le gambe era perché volevano che soffrissero più a lungo.

Risposta: Le gambe ai condannati venivano spezzate in casi eccezionali, quando non ci poteva stare una guardia a controllare il decesso, che avveniva in un paio di giorni. Di regola il condannato doveva soffrire e non poteva essere assistito. Ai tre del Golghota le gambe andavano spezzate perché si avvicinava la Pasqua ed era vietato tenere esposti i giustiziati. Che delicatezze avevano questi Giudei! Nel caso di Gesù non ci fu bisogno di farlo perché la lancia nel cuore aveva già costatato il decesso. E che fosse morto sulla croce lo dice Giovanni e la Sindone, per cui niente morte apparente.

Obiezione: Ma i chiodi nei polsi come li spieghi? Dall’immagine sindonica è impossibile stabilire dove sono stati conficcati i chiodi, dato che gli arti superiori sono estremamente deformati e vi è un’enorme chiazza di sangue che rende impossibile vedere il foro del chiodo.

Risposta: Che i pollici siano flessi per colpa dei chiodi o perché sono naturalmente nascosti sotto le altre dita non cambia niente. I chiodi vennero messi nei polsi perché, se fossero stati messi nelle mani, queste si sarebbero squarciate e il corpo sarebbe caduto in avanti. Nessun artista medievale poteva sapere questa cosa, perché nell’iconografia nessuno lo mise mai in evidenza. Gli iconografi a Bisanzio potevano vedere della Sindone solo il volto, in quanto il lenzuolo era ripiegato su se stesso in quattro parti. Chi l’ha visto per intero era convinto che Gesù fosse zoppo, a causa dei piedi sovrapposti da un unico chiodo che rendono all’apparenza una gamba leggermente più lunga dell’altra. La stessa predella della croce, nelle icone bizantine della crocifissione, viene messa in obliquo.

Obiezione: I primi documenti storici sicuri che ne parlano appaino nel Medioveo, quando vi erano una pluralità di sindoni spacciate per quella vera. In ogni caso l’immagine sindonica non coincide col racconto evangelico, secondo cui sul volto di Gesù fu messo un sudario. Dai ritrovamenti archeologici si evince che i sudari per la sepoltura in uso nel I secolo non avessero la trama a spina di pesce.

Inoltre è assai improbabile che Cristo avesse i capelli lunghi. I ritrovamenti archeologici mostrano che i piedi venivano inchiodati separatamente e che il chiodo trafiggeva il tallone, non la pianta del piede, come sulla Sindone (particolare che nel Medioevo nessuno poteva sapere). Infine, il Gesù rappresentato sulla Sindone rispecchia perfettamente i canoni dell’arte medievale.

Risposta: La Sindone è stata a Edessa fino al X sec., quando poi fu trasferita a Bisanzio, dove fu rubata dai crociati francesi nel 1204. Il fatto che esistano più sindoni false non sta a significare che non possa esistere una vera. La parola sudario o è un sinonimo di Sindone o è stata usata contro la Sindone. Era una usanza romana, non ebraica, mettere un fazzoletto sui volti dei cadaveri. In ogni caso Pietro e Giovanni nel sepolcro han trovato due cose: il lenzuolo ripiegato su se stesso e per terra le 2-3 bende per tenerlo fermo.

Cristo aveva barba e capelli lunghi perché come il Battista aveva fatto voto di nazireato. Infatti nel titolo della croce era scritto Gesù Nazireo, che non voleva dire di Nazareth.

La trama a spina di pesce è tipica della Palestina del I sec.

È vero, i piedi venivano inchiodati separatamente. Ma è anche vero che i chiodi non dovevano essere messi nei polsi, in quanto Gesù nel cammino sul calvario era legato con corde alla trave, come di regola. Poi siccome furono costretti a toglierla dalle sue spalle, perché non ce la faceva a causa della flagellazione, decisero di trafiggere i polsi coi chiodi. Col chiodo rimanente gli trafissero i piedi sovrapponendoli.

Obiezione: Ci sono almeno una ventina, tra sudari e Sindone. E tutte autentiche. A quale ti riferisci, solo a quella di Torino?

Risposta: Son tutte false meno quella di Torino. E non mi si dica che sono di parte, perché per me non avrebbe senso essere obiettivo ammettendo che sono vere le copie della Sindone di Torino, rubata a Costantinopoli. Anche il telo della Veronica è falso. Invece il sudario di Oviedo può essere autentico, avendo lo stesso gruppo sanguigno, ma non c’entra niente con la Sindone.

Ammissione: Tempo fa lessi di un ricercatore che parlò di una “patina” che si era depositata sulle fibre, probabilmente generata da un batterio, e che aveva falsato la datazione al carbonio. In ogni caso è affascinante e sarebbe ancora sconosciuta la tecnica, che rende la cosa ancora più misteriosa. È qualcosa di “straordinario” che non sappiamo cosa sia.

Risposta: La Sindone non è cosa facilmente spiegabile, come tante altre cose presenti nei vangeli. Per me resta abbastanza paradossale che i credenti non capiscano il lato politico del Cristo, che è ben visibile nel lenzuolo. Cioè si precludono la possibilità di reinterpretare in toto i vangeli, che mentono smaccatamente su Gesù, essendo qui rappresentato in maniera molto diversa dal sovversivo che si vede nel lenzuolo. D’altra parte anche chi esamina il telo solo dal punto fisico-chimico, medico o botanico, senza fare un ragionamento più complesso, di natura politica, o addirittura metascientifica, in grado di riconsiderare il rapporto materia / energia, per me perde il suo tempo, anche perché quanto già si è detto per tutto il ‘900 è più che sufficiente per capire che siamo di fronte a una stranezza.

Obiezione: Non capiscono il lato politico di Cristo, ben visibile nel lenzuolo? Puoi essere più chiaro? Io ci vedo un uomo crocifisso, quindi condannato a morte, la cui immagine, per un qualche motivo che non sappiamo, è come stampata, impressa nel telo… Se poi scartiamo l’ipotesi del falso, resta il problema di chi fosse: un qualunque condannato? Un tale chiamato Gesù?

Risposta: Trovami un altro esempio di crocifisso cui, prima di salire sul patibolo, in precedenza gli sono stati dati 120 colpi di flagello. In genere la fustigazione era un’alternativa alla croce. Oppure veniva data in maniera molto, molto meno pesante. Gli schiavi avevano un costo di mercato. Venivano uccisi solo in rari casi e sulla croce ci finivano quei ribelli associati in gruppi o movimenti eversivi. Come Spartaco. Ma a nessuno di loro si davano 120 colpi da ridurli in fin di vita. Al massimo venivano frustati lungo il percorso che li portava sul calvario. Cosa che al Cristo non venne fatta, in quanto i colpi sono simmetrici, sferrati da due militari postisi ai suoi lati. La croce era più che sufficiente. Campavano 1-2 giorni al massimo. Lui muore dopo poche ore, quindi aveva subìto una pena supplementare inconsueta. Questo significa che Pilato lo voleva morto a tutti i costi. Altro che buonista o raggirato dai sacerdoti! Cioè anche nel caso in cui fosse stato costretto a liberarlo durante il processo, temendo una rivolta popolare, l’aveva comunque ridotto così male che Gesù non sarebbe stato in grado di far nulla, anzi probabilmente per le infezioni sarebbe morto lo stesso.

Inoltre un magistrato come Pilato, che al limite avrebbe anche potuto aspirare al trono imperiale, essendo un protetto di Seiano, si permette, lui che è un tutore del diritto romano, di concedere ai soldati di schernire, oltraggiare e torturare un prigioniero politico? Che per di più non aveva ucciso alcun romano? E che non aveva ancora compiuto alcuna rivolta armata? L’hanno ridicolizzato nella sua pretesa di compiere un’insurrezione contro di loro. Raramente i Romani si comportavano in una maniera così sprezzante. Quando vincevano in guerra i loro nemici, ne giustiziavano i capi e schiavizzavano i combattenti; poi facevano la pace coi pochi rimasti. Qui invece han dimostrato di aver paura della democrazia, del popolo in armi. Han fatto passare Gesù per un pretendente al trono, quando invece voleva realizzare solo una società democratica, testimoniata dall’ingresso in città in groppa a un asino e non a un cavallo, come appunto facevano i Romani.

Obiezione: A mio avviso però va fatta prima di tutto una riflessione scevra da pregiudizi. Ammettiamo che, come sostieni tu, la Sindone sia il lenzuolo che avvolse Cristo, ossia non sia un falso. Ma se lui era un semplice “capopolo”, perché conservare il lenzuolo dove fu avvolto?

Risposta: Per me han conservato il lenzuolo perché era l’ultima e unica cosa che gli era rimasta. Escludo categoricamente che l’abbiano rivisto. E non hanno usato il lenzuolo proprio perché quel reperto non dimostra affatto una “resurrezione” ma solo una “stranezza”. E non è possibile creare una nuova religione su un’anomalia. Dovevano far passare la resurrezione come una certezza, e per far questo si sono inventati sia le false anticipazioni sulla sua morte, dette da Gesù, sia una tendenziosa interpretazione delle profezie dell’AT, sia i racconti di riapparizione. Infine han detto: “beato chi avrà fede senza aver visto Gesù redivivo”.

Obiezione: Coronazione di spine, sputi, insulti e derisioni: era il cosiddetto gioco del “basilicus” che i soldati romani erano “autorizzati” a fare ai condannati a morte. Consisteva nel mettere sulla testa del condannato un caschetto fatto con dei rovi che crescevano da quelle parti.

Molto controverso l’episodio di Barabba. Intanto la pratica di rilasciare un prigioniero per la Pasqua ebraica risulta infondata, inesistente. E poi un prefetto non avrebbe mai rilasciato un prigioniero accusato di sedizione contro Roma. Poi c’è il dilemma del nome Barabba. Le traduzioni che la Chiesa fa sono tendenziose: quando si tratta di Barabba traduce letteralmente Barabba e non stacca il termine greco in “bar-abba” (“figlio del padre”); quando si tratta di Simone barjona, lo traduce Simone bar Jona (Simone figlio di Giona), invece che far capire la sua origine politica zelotica.

Tra l’altro c’erano altri due condannati a morte, forse per furto grave. Casomai avesse voluto liberare Gesù, lo avrebbe messo a confronto con un ladrone… Io ho l’impressione che Pilato aveva già deciso di uccidere Gesù (lo dimostra l’invio di una coorte al Getsemani), e lo ha fatto senza passare per il consenso delle folle. Sta di fatto che è impossibile che con tale dispiegamento di forze utilizzato non lo portasse alla Torre Antonia ma lo lasciasse al Sinedrio.

Se completiamo così le tue idee sulla Sindone, il concetto “politico” ci può stare. Guardando la Sindone da sola, questo no.

Risposta: I Romani non condannavano alla croce i ladri ma solo gli schiavi ribelli. Gli altri due crocifissi erano terroristi (forse zeloti) che avevano ucciso almeno un romano. I pali infissi sul Golghota erano tre, perché il terzo da giustiziare era Barabba, che solo durante il processo fu scambiato con Gesù, infinitamente più pericoloso di lui. Gli altri due condannati non furono né processati né subirono torture.9

In effetti l’incoronazione di spine era una parodia offensiva della corona civica indossata dagli imperatori. Qui doveva riprodurre la forma della mitria orientale, il copricapo regale dei regnanti giudei. Ma non era usuale nelle crocifissioni romane coronare di spine il capo del condannato. L’arbusto usato per il casco (non una semplice corona) è chiamato botanicamente Zizyphus vulgaris (o Ziziphus spina-christi). Cresce in abbondanza attorno a Gerusalemme. Sono state rinvenute più di settanta macchioline di sangue venoso e arterioso sia nella zona frontale che occipitale. Per come i Romani l’hanno usato sulla sua testa non era sicuramente un gioco ma una vera tortura.

La flagellazione, se veniva inflitta come preambolo alla crocifissione, consisteva in una ventina di colpi al massimo. Qui ne hanno contati 120 e su tutto il corpo (escluso il cuore), perché, nel caso in cui Pilato fosse stato costretto a liberarlo, Gesù non avrebbe potuto fare alcuna insurrezione. Gli scienziati hanno anche notato che non era stato fustigato durante il percorso a piedi.

Obiezione: Gesù disse di essere il Messia, titolo che in Israele aveva un preciso significato, anche politico, ossia quello di “re d’Israele”. Gesù si proclamò come l’ultimo re d’Israele – il Messia finale – che avrebbe portato a compimento le promesse di Yahweh al suo popolo. Questo ovviamente aveva per i Romani un risvolto politico, perché se Gesù si proclamava re d’Israele, allora non lo era Cesare. Al tempo stesso gli ebrei si aspettavano un messia conquistatore, che avrebbe cacciato via i Romani dalla Terra Santa. Quindi non solo Gesù minacciava il sistema religioso d’Israele, affermando che la leadership religiosa si era allontanata dal vero significato della Torah, ma minacciava anche i Romani, perché si proclamava quale vero re d’Israele. Ovviamente lui intendeva un regno spirituale, però questo comunque fu usato come un pretesto per toglierlo di mezzo. Però ridurre Gesù a una sorta di Che Guevara della Palestina del I secolo è estremamente fuorviante e riduttivo.

Risposta: Si tratta di capire se Gesù voleva porsi come un novello Davide, in stile teologico-politico, così come avrebbero voluto farisei e zeloti (ma anche gli esseni), oppure se voleva porsi come un Cristo semplicemente politico, che di religioso non aveva nulla, in quanto non credeva più nella funzione del Tempio. Io propendo per la seconda tesi, anche perché se fosse vera la prima, secondo me avrebbe dovuto marciare su Gerusalemme coll’intenzione di compiere un colpo di stato, occupando la città con la forza militare. Gli zeloti 30 anni dopo faranno così.

Obiezione: La Sindone è solo una stranezza, niente di più.

Risposta: Sì è una stranezza, che non doveva essere usata per costruirci sopra una religione, come fece Pietro, contro il parere di Giovanni. Ma è una stranezza che permette di rileggere i vangeli e di considerarli come ampiamente mistificanti, in quanto i redattori trasformano il Cristo politico in un Cristo teologico. La Sindone è un reperto storico non un oggetto sacro. Non va considerata come una reliquia ma come una fonte che smentisce la versione mistica che redattori tendenziosi han dato dell’operato di Gesù. Una cosa, questa, che nessun credente farebbe. Piuttosto che farla, negherebbe al telo qualunque autenticità. Infatti nel migliore dei casi l’accettano solo per confermare i vangeli. Anche i sindonologi lo fanno.

Obiezione: Se Pilato davvero pensava che Gesù fosse popolare, in teoria, presentandolo alla folla, poteva suscitare una rivolta. Tanto più che sembra accreditata l’ipotesi che l’usanza di liberare un prigioniero non abbia riscontri storici.

Riguardo alle paure di Pilato, credo fossero inesistenti… Non ricordo dove ho letto, ma credo che la guarnigione a sua disposizione fosse di 6 coorti, cioè qualcosa come 3.000 uomini… sufficienti per sedare nel sangue qualsiasi rivolta, in una regione tra le più rivoltose.

Risposta: Se Gesù non fosse stato molto popolare, Pilato non avrebbe avuto necessità d’imbastire un processo farsa. Non se la sentiva di eliminarlo senza il consenso della popolazione, perché aveva paura di una rivolta, in cui la sua coorte ci avrebbe rimesso la pelle. È questa la vera tragedia che ci pesa addosso come un macigno. Cristo non è stato ammazzato solo da una dittatura, ma anche dalla democrazia tratta in inganno dai dittatori, come Pilato e Caifa.

Il motivo per cui non scoppiò una rivolta contro i Romani durante il processo bisogna addebitarlo ai limiti di una democrazia meramente formale o più che altro istintiva. Quante volte nella storia sembra funzionare meglio una dittatura? Secondo te Cristo sarebbe dovuto entrare a Gerusalemme imponendosi con la forza delle armi? E la democrazia popolare dove la mettiamo? Il suo tentativo non rappresenta forse il modo più democratico per compiere un’insurrezione armata?

Secondo me i 5.000 Galilei, che avrebbero voluto far diventare Gesù un monarca, avrebbero vinto facilmente i Romani presenti in Giudea. Gesù rifiutò perché senza l’appoggio dei Giudei sarebbe stato impossibile vincere la ritorsione romana con le legioni stanziate in Siria. E l’appoggio lo ottenne solo dopo l’uccisione di Lazzaro, che doveva essere un capo farisaico. Ricorda che la guerra nel 70 fu persa proprio perché gli zeloti provenienti dalla Galilea, pur abbattendo velocemente i sadducei, vollero imporsi anche sui farisei.

Obiezione: Non puoi avere certezze così assolute.

Risposta: Ricordi quando da bambini dovevamo ricostruire l’immagine di un puzzle con centinaia di tessere? All’inizio ci pareva un’operazione impossibile. Coi vangeli è stato uguale. La differenza è che chi ha voluto costruire l’immagine da riprodurre ci ha complicato la vita con una notevole quantità di tessere false. Siccome a un certo punto te ne accorgi, devi prendere delle decisioni. Dei quattro vangeli quali sono i più importanti? Due: Marco e Giovanni. Bene, gli altri due li ho buttati via. Dei due rimasti qual è più attendibile? Quello di Giovanni, per quanto incredibilmente manipolato in maniera gnostica o spiritualistica. Marco è molto meno interpolato, ma è più falso, perché riflette una teologia, quella petropaolina, che il IV vangelo contesta. Marco è redattore di Pietro, ma Pietro ha inventato la tesi della resurrezione, cui ha fatto seguito la tesi della morte necessaria voluta dalla prescienza divina, in cui anche il tradimento di Giuda era previsto. Poi Pietro è stato vinto dalla linea filo-pagana di Paolo, che ha integrato le falsità con altre assurdità. Quindi il protovangelo va preso con le pinze, anche se l’esegesi critica del ‘900 è nata accorgendosi che questo vangelo era molto più importante di Matteo e Luca. Quando si capirà che il vero Cristo è nascosto tra le righe del IV vangelo, il cristianesimo, sul piano intellettuale, non avrà più niente da dire.

Da questi due vangeli devi togliere tutte le parti mistiche o teologiche, reinterpretandole in chiave politica. E devi porti sempre la stessa domanda: che cosa l’autore voleva nascondere o mistificare? È possibile ricostruire una biografia politica del Cristo prescindendo dalla teologia? Integralmente no, poiché le fonti sono profondamente inquinate, ma parzialmente sì. È stato dopo averlo fatto che mi sono messo a studiare la Sindone. Un colpo di fortuna, come se avessi ritrovato il vangelo originario di Giovanni, che magari sarà nascosto in qualche anfratto di Efeso o di Patmos.10 In quel lenzuolo ho trovato conferma alla mia ricostruzione: la Sindone contraddice i vangeli là dove presentano il Cristo come un pacifista a oltranza e Pilato come un giudice che voleva liberarlo.

Obiezione: Se ci atteniamo ai vangeli la Sindone è falsa, perché il corpo di Gesù non fu avvolto in un lenzuolo ma in fasce o panni, che furono ritrovate dagli apostoli quando si recarono al sepolcro, dopo che Gesù era risuscitato! Comunque non è questo che aumenta la fede!

Risposta: Gli ebrei non usano fasce come gli antichi Egizi, perché non fanno imbalsamazioni. Quello che Pietro e Giovanni trovano per terra sono le 2-3 fasce o bende usate per tenere fermo in più punti il lenzuolo. Il che ha determinato alcune distorsioni dell’immagine. Non ho mai detto che la Sindone deve aumentare la fede, anzi deve diminuirla, poiché con la fede si crede in un Cristo teologico, mentre nel telo si vede l’immagine di un Cristo politico.

Obiezione: Il Cicap nega risolutamente, dimostrandolo, che la Sindone sia un reperto autentico.

Risposta: I cinque motivi del Cicap per dubitare della Sindone per me sono cinque scemenze.

Tutta l’iconografia bizantina del volto di Gesù si basa sulla Sindone (a partire da Giustiniano II persino la numismatica). Il telo fu portato a Edessa e fu subito riprodotto in vari manufatti. Quando Edessa viene occupata dagli arabi nel 638, il telo viene chiamato Mandil, poi grecizzato con la parola Mandylion. A Costantinopoli arrivò nel 944. Fu richiesto espressamente dal basileus agli arabi. Qui fu rubato dai crociati latini nel 1204 e portato in Francia.

Il lenzuolo è citato non solo in tutti i vangeli ma anche in vari apocrifi.

La datazione del radiocarbonio non vale niente: il campione del telo proveniva proprio dall’angolo superiore che veniva tenuto in mano dagli ostensori. Non c’è uno scienziato che non rifarebbe l’esperimento sulla base di altri criteri. Ma il Vaticano non ne vuol sapere.

Definirla poi un’opera artistica è la cosa più demenziale che si possa dire. Tra l’altro l’immagine non si è formata neppure per contatto col cadavere avvolto, poiché esiste immagine anche nelle zone di non contatto corpo-telo. Polidoro non crederebbe nella Sindone neppure se gli si presentasse Gesù Cristo tutto sporco di sangue e gli dicesse: “Metti il tuo dito qui nel costato”.

La prova del radiocarbonio sarebbe più sicura con reperti non ringiovaniti da continue esposizioni all’aperto (temperatura, umidità, esposizione alla luce posso falsare i risultati) e non costantemente toccati da mani umane, come è successo quando si è incendiata ed è stata rattoppata, quando l’hanno trasferita da un luogo all’altro, fino alla sua collocazione a Torino. Il telo è irrimediabilmente inquinato (persino dai batteri). Il CEDAD dell’Università del Salento sostiene che per rifare il test del radiocarbonio ci vuole un acceleratore di particelle con la tecnica della Spettrometria di Massa con Acceleratore, costosissimo, in grado di rimuovere chimicamente tutte le contaminazioni prima di procedere al test. In ogni caso è stato un errore madornale prelevare campioni solo in un punto del telo, anche perché questo si trovava nella parte ch’era stata bruciata e rammendata.

Mi piacerebbe che la Sindone venisse esaminata da scienziati cinesi: sono atei, detestano il cristianesimo perché l’han sempre visto collegato al colonialismo occidentale, non dovrebbero avere alcun interesse a dire che è un reperto autentico.

Obiezione: Tre prove danno gli stessi risultati. Come fai a contraddire questa evidenza scientifica?

Risposta: Ha detto Emanuela Marinelli, studiosa della Sindone: “Il campione analizzato, scelto da un unico punto molto inquinato e che è stato rammendato, a causa delle sue peculiari caratteristiche non rappresentava l’intero lenzuolo. Una stoffa è molto soggetta ad alterazioni, perché la sua intera superficie è esposta all’ambiente. Non è detto, perciò, che il resto del tessuto sindonico sia esente da contaminazioni; ma almeno una campionatura in diversi punti avrebbe fornito la possibilità di confrontare i risultati e valutare l’attendibilità del test radiocarbonico per un lenzuolo che ha subito varie vicissitudini nel corso della sua storia”.

Più chiara di così…

Obiezione: Non c’è niente di più umiliante che aggrapparsi a un falso e volerci credere a tutti i costi.

Risposta: Falsi sono i vangeli, non la Sindone, che è l’unico documento autentico. Il prelievo dei reperti da esaminare avvenne in un bordo del lenzuolo, uno dei punti più contaminati, in cui la Sindone veniva tenuta spiegata dalle mani sudate di cardinali e vescovi nelle ostensioni, a pochi centimetri da uno dei punti carbonizzati dall’incendio del 1532 a Chambéry, macchiati dall’acqua usata per spegnere le fiamme e poi rammendati dalle monache. Su quel bordo si sono accumulati i prodotti della pirolisi e si è depositata la sporcizia dei secoli, delle centinaia di srotolamenti e arrotolamenti e trasferimenti (polveri, pollini, spore, fumo di candele, tracce di cera, manipolazioni, sudore, depositi dell’inquinamento industriale…). Insomma i campioni prelevati non potevano ritenersi rappresentativi dell’intero lenzuolo. Vien da pensare che il Vaticano l’abbia fatto apposta!

Obiezione: Ho l’impressione che tu abbia ricamato parecchio sul testo e che i vangeli parlino solo del lenzuolo funerario, ma nessuno cita la Sindone, cioè un lenzuolo con l’immagine impressa.

Risposta: “Sindone” è parola greca che vuol dire “lenzuolo”, non vuol dire bende o sudario. Il corpo fu avvolto in un lenzuolo funebre che si usava nelle sepolture dentro sepolcri ad hoc, fatti a mano o scavati nella roccia. I corpi ebraici non venivano avvolti in bende, perché dovevano decomporsi in fretta, in quanto i sepolcri ospitavano più persone. Gli oli profumati si mettevano per ridurne il fetore. Le bende che Pietro e Giovanni trovano per terra sono soltanto i legacci usati in più punti per tenere fermo il lenzuolo. Saranno state 2 o 3 al massimo, e di sicuro non le hanno conservate. La sepoltura avvenne molto in fretta, perché non volevano trasgredire il sabato santo, che impediva il contatto coi cadaveri. Alle cose già dette e ripetute voglio aggiungere che se non ci fosse stato di mezzo il sabato, forse l’avrebbero sepolto lo stesso tutto sporco di sangue avvolto in un lenzuolo, senza nemmeno lavarlo e ungerlo, perché il contatto col sangue era considerato disdicevole, soprattutto nel caso di morti ammazzati. Anche oggi sarebbe del tutto normale seppellirli, dopo averli avvolti in un lenzuolo, così come sono, tutti sporchi di sangue. Nessuno si scandalizzerebbe.

Nessun esegeta nega che ci sia stato un lenzuolo. Semmai negano che la Sindone di Torino coincida col lenzuolo che ha avvolto il corpo di Gesù (come p.es. fa Mauro Pesce). Quando Pietro e Giovanni hanno trovato il lenzuolo, hanno visto la sagoma sbiadita di un corpo, ma non potevano dedurre con certezza ch’era risorto. Semplicemente avevano capito che il corpo non poteva essere stato trafugato.11 La tesi petrina della resurrezione è un’interpretazione della tomba vuota, che se anche si basasse sulla Sindone non potrebbe dirlo, perché quel lenzuolo mostra solo una stranezza, non dimostra un bel nulla. Non ci riusciamo oggi con tutti i mezzi che abbiamo, figuriamoci se potevano farlo ieri. Nella resurrezione bisogna credere per fede. Non ricordi la finale originaria del protovangelo? “È risorto, non è qui”, lo dice un angelo. “Vi precede in Galilea”, aggiunge con tutto l’antigiudaismo possibile. In quel vangelo fanno assurdamente profetizzare a Gesù la propria morte (e per ben tre volte!), per poi dire che, siccome era di natura divina, poteva, anzi doveva risorgere. Poi negli altri vangeli si sono inventati le riapparizioni, che infine hanno aggiunto anche nella chiusa posticcia di Marco.

Te lo ripeto: Pietro, per convincere tutti gli altri che la tomba vuota doveva essere interpretata come resurrezione, doveva far fronte alle obiezioni più inevitabili, del tipo: Gesù non era davvero morto in croce o si era risvegliato nel sepolcro, o qualcuno aveva trafugato il cadavere. In mano Pietro aveva solo la Sindone, però siccome quella mostrava soltanto qualcosa di strano ma non dimostrava niente, vi rinunciò definitivamente. Nella resurrezione si può credere solo per fede. Poi, siccome questa appariva come una pretesa troppo grande, inventarono i racconti di riapparizione.

Quando la Sindone fu ripiegata in più parti, lasciando visibile agli iconografi solo il volto, questi, siccome non potevano avere un negativo fotografico, commisero vari errori visivi: il ricciolo in fronte, la barba a doppia punta, il naso allungato e asimmetrico12, e s’inventarono una corona di spine invece del casco.

Obiezione: Se fosse vera, dovrebbe dimostrare la resurrezione, no? Che interesse avevano a non utilizzarla?

Risposta: Il termine “resurrezione” implica che il corpo, dopo essersi risvegliato, sia riapparso a qualcuno. Il che nessun esegeta serio sarebbe disposto ad ammettere. Non ce n’è uno che non ammetta che tutti i racconti di riapparizione sono semplicemente redazionali. A nessun intellettuale, al giorno d’oggi, piace essere schernito su questioni così poco razionali. È il laicismo che costringe i credenti alla prudenza. L’unica cosa sensata che si poteva fare era quella di formulare un giudizio di fatto non di valore: il corpo è misteriosamente scomparso e il reperto che ci è rimasto, la Sindone, non spiega affatto come ciò sia avvenuto. Ma poteva Pietro fondare il cristianesimo su questi presupposti? No, ecco perché la Sindone è stata eliminata dalla fede.

La tesi petrina della resurrezione non è dimostrabile. Lui stesso se ne rendeva conto, altrimenti avrebbe usato la Sindone. Quello è un telo che mostra una stranezza ma non dimostra una resurrezione. Ci si doveva fermare parlando di anomalia inspiegabile della tomba vuota. Ma Pietro non era certamente uno stupido: parlando di resurrezione, poteva sostenere che Gesù era il vero messia che i Giudei attendevano. Quindi erano loro che dovevano pentirsi di ciò che avevano fatto, consegnando Gesù nelle mani di Pilato. Se l’avessero fatto, forse la possibilità di una insurrezione nazionale contro i Romani si poteva ancora fare. Almeno così lui avrà pensato. Tant’è che negli Atti vincola la parusia a questo pentimento. Voleva dare una speranza ai sacerdoti che lui aveva sempre odiato e ai farisei che non aveva mai abbastanza apprezzato, provenendo lui da ambienti zelotici. Magari per un momento avrà anche pensato, illudendosi quanto mai, che il Cristo sarebbe comunque tornato in pompa magna in tempi brevi, togliendo di mezzo non solo i Romani ma anche tutti i collaborazionisti e i traditori ebrei.

Obiezione: Quindi per te la Sindone è autentica ma inutile?

Risposta: Per la fede è del tutto inutile. A me invece è stata utile per confermare la tesi che già avevo del Cristo politicamente sovversivo. Non si riduce una persona ai minimi termini se non facesse davvero molta paura. E ai Romani non faceva certo paura per motivi religiosi, anche perché gli intellettuali latini erano fondamentalmente atei o comunque credenti solo in maniera formale. Oggi comunque non c’è neanche uno scienziato disposto ad ammettere che il test del radiocarbonio sia stato fatto rispettando i requisiti necessari. La Sindone è stata esposta per secoli ad agenti atmosferici e a contatti umani che l’hanno ringiovanita.

Obiezione: Certo, Pietro era con Giovanni, ma perché non c’è un vangelo di Giovanni che dice quello che tu dici? Pietro non può aver manipolato il vangelo che ci è arrivato, perché fu scritto da tutta un’altra parte e Pietro era già morto da almeno 25 anni! Secondo Giovanni (19,40) Gesù fu avvolto in un lenzuolo “con oli aromatici”. Dell’acquisto del lenzuolo da parte di Giuseppe d’Arimatea ne parla Marco, ma solo nel finale lungo, quello aggiunto in seguito. Matteo (27,57-60) parla di un lenzuolo nuovo e Luca (22,50-53) parla semplicemente di un lenzuolo. Non credo che tu faccia riferimento al vangelo di Nicodemo. Gesù fu semplicemente sepolto secondo le usanze ebraiche. Che non sia resuscitato può essere. Anche perché prove storiche e scientifiche della resurrezione non possono esserci. È solo una questione di fede. Il vangelo di Nicodemo (fantasioso assai) usa quel termine specifico, ma poi, ci fosse stata davvero una “Sindone” con impressa l’immagine del Cristo, ti pare che i seguaci non l’avrebbero scritto nei vangeli e non l’avrebbero mostrata a tutti, per dimostrare che avevano ragione?

Risposta: Gesù non fu sepolto secondo le usanze ebraiche, perché era la Parasceve. Lo dice proprio Giovanni. Cioè avevano fretta di seppellirlo, perché secondo il computo ebraico il venerdì pomeriggio era già sabato e non si potevano toccare i cadaveri. I vangeli parlano di un lenzuolo con cui si avvolse in fretta e furia il corpo di Gesù. Poi si usarono dei legacci per tenerlo fisso al corpo nudo e tutto insanguinato, che non fu né lavato né unto, perché non c’era tempo per fare una sepoltura regolare. Il giorno dopo, quindi il sabato mattina, trovarono che lo stesso lenzuolo era stato ripiegato e riposto in un luogo del sepolcro. I cosiddetti “tre giorni” sono stati inventati dalla Chiesa in riferimento all’episodio di Giona. Da lì capirono che il corpo non poteva essere stato trafugato. Non aveva alcun senso trasportarlo nudo e sporco di sangue da un’altra parte. Guardando il lenzuolo videro le macchie di una sagoma. Pietro e Giovanni si guardarono in faccia e si chiesero cosa raccontare a tutti gli altri discepoli. Fu lì che a Pietro venne in mente di parlare di “ridestamento”, senza usare la Sindone. Magari lì per lì, tra gli apostoli, avranno usato anche il lenzuolo come prova di ciò che Pietro sosteneva, ma, forse temendo che venisse distrutta dai Giudei, evitarono subito di esibirla in pubblico. E naturalmente Pietro si sentì in dovere di aggiungere che un messia risorto sarebbe dovuto tornare molto presto, altrimenti la resurrezione non avrebbe avuto alcun senso. Fu così ch’egli sostituì la parola “insurrezione” con la parola “resurrezione”.

Nicodemo fu aggiunto nel IV vangelo perché probabilmente divenne cristiano o forse proprio per contestare il valore della Sindone, perché da questa risulta che lo seppellirono così com’era, tutto sporco di sangue. Ma chi ha aggiunto quei due versetti non aveva la più pallida idea di quanto dovesse essere il quantitativo degli aromi per la sepoltura. E comunque i Sinottici danno per scontato che l’inumazione fu affrettata, per questo decidono di inviare le donne tre giorni dopo, senza però rendersi conto di varie cose, oppure cadendo in contraddizioni evidenti: le donne non avrebbero avuto la forza per rimuovere la pietra; non avevano il diritto di farlo perché la tomba apparteneva a Giuseppe; le donne inumavano le donne non gli uomini; dopo tre giorni il corpo in quei territori afosi era già in putrefazione.

Ma di tutto questo la cosa più sconcertante è un’altra. Da vivo lui si era continuamente opposto a molte leggi e tradizioni ebraiche, e i discepoli non erano stati capaci neppure una volta di trasgredire queste norme, assicurando a quel corpo una sepoltura regolare. Poi però si sono vergognati di questa pusillanimità, inventandosi l’invio di donne che dovevano completare la sepoltura. Ma così sono caduti nel ridicolo.

Obiezione: Eppure proprio nel IV vangelo è scritto che Giovanni credette nella resurrezione.

Risposta: Siccome il redattore che manipola il testo di Giovanni non può smentire che il corpo non poteva essere stato rubato tutto nudo, lasciando il lenzuolo piegato da una parte, preferisce aggiungere, contraddicendo però il versetto precedente (quello dove appunto ha scritto “credette”): “Non avevano ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti”. Ma come! Allora in che cosa Giovanni aveva creduto? Per questo motivo ritengo falso anche questo versetto. È assurdo pensare che Gesù abbia profetizzato la propria resurrezione. Sarebbe apparso come un folle. Giovanni in realtà aveva semplicemente creduto nella stranezza della scomparsa del corpo. La tesi della resurrezione se l’è inventata Pietro. All’inizio degli Atti sembra che la condivida anche Giovanni, ma poi la sua figura scompare di scena. La parusia, infatti, avrebbe avuto senso se fosse stata più o meno immediata, altrimenti diventava una parodia, una presa in giro.

La tesi della parusia immediata non fu dettata – come sostengono alcuni esegeti superficiali – da motivazioni psicologiche, bensì da un’interpretazione errata (capziosa) della tomba vuota. Pietro e Giovanni avevano in mano solo il telo che aveva avvolto il corpo di Gesù. Guardando la sagoma stranamente impressa, Pietro, invece di limitarsi a dire ch’era stranamente scomparso, s’inventò ch’era risorto, e ribadì questa versione anche se Gesù non ricomparve più. Anzi aggiunse che sarebbe tornato in pompa magna quanto prima. Poi arrivò Paolo a dire che Gesù non sarebbe affatto tornato per liberare politicamente Israele, ma solo alla fine dei tempi per giudicare ebrei e pagani, in quanto il suo compito era quello di redimere l’umanità dal peccato originale, riconciliandola col Creatore. E Pietro si piegò. E Giovanni nel suo vangelo glielo dirà: “Quand’eri giovane andavi dritto per la tua strada, poi venne Paolo e dovetti cedere, perché lui aveva più capacità di te”. Dopodiché il redattore calca la mano costringendo Gesù a ripetergli per tre volte la stessa domanda: “Ma tu mi ami davvero?”. Il che voleva dire: Giuda mi ha tradito, ma anche tu non sei stato da meno.

Insomma Pietro, se è vero che non poteva mostrare la Sindone come prova della resurrezione, perché quel reperto non dimostra nulla, doveva astenersi dal voler fare lo spaccone (come suo solito). Il telo mostra soltanto una stranezza, che oggi, a partire dalla fotografia e da tante analisi fisico-chimiche, abbiamo accentuato in maniera qualitativa e quantitativa. Ma c’è una bella differenza tra “mostrare” e “dimostrare”. Era umanamente impossibile fondare una religione su quel lenzuolo.

In ogni caso, visto che il termine resurrezione implica “necessariamente” che il corpo venga rivisto vivo e vegeto, non si può chiedere a me conferme di ciò che dico. Sarebbe stato molto meno fantasioso sostenere la tesi di una “strana scomparsa del corpo”. Siccome però han rinunciato a farlo, si sono poi dovuti inventare tutti i racconti di riapparizione di Gesù, nei cui confronti tutti gli esegeti seri non scommetterebbero un centesimo.

A questo punto la vera domanda da porsi non è neppure questa: poteva nascere una nuova religione parlando di “strana scomparsa del cadavere di Gesù”? Siccome la risposta è scontata, la vera domanda diventa un’altra: chi obbligava Pietro a fondare una nuova religione? Gesù è stato tradito due volte: da vivo con Giuda e da morto con Pietro.

Obiezione: Io capisco solo che non puoi dimostrare nulla di quello che racconti.

Risposta: Si parla di Sindone anche in vari apocrifi: Vangelo degli Ebrei (II sec.), Atti di Pilato, Vangelo di Nicodemo, Vangelo di Gamaliele, Misteri degli Atti del Salvatore. Ti ricordo che i cristiani tendevano a non diffondere i loro testi per paura di persecuzioni. In ogni caso la Sindone scomparve da Gerusalemme al tempo della guerra giudaica o forse anche prima, viste le persecuzioni giudaiche contro i cristiani, tant’è che le leggende parlano del discepolo Taddeo, che l’avrebbe portata a Edessa (attuale Urfa) verso la metà del I sec. Un’icona del V sec. ci ha tramandato la presentazione del telo sindonico alla corte del re di Edessa Abgar V, che governò dal 13 al 50. Ma sono leggende cui la nostra storiografia, che si vanta d’essere scientifica, non presta alcuna attenzione.

E comunque voglio dirti altre due cose per farti capire che non è tutta farina del mio sacco. Sul Cristo politico mi sono convinto leggendo tutte le opere di Samuel Brandon, anche in inglese. Due le trovi su Amazon: Processo a Gesù e Gesù e gli zeloti. È odiatissimo da Mauro Pesce, ma sono contento perché, secondo me, i coniugi Pesce-Destro non han capito niente di Gesù. Scopiazzano da esegeti ebraici e soprattutto da Gerd Theissen. Dopo Brandon ho letto tanti altri testi di teologia politica. Di mio ho aggiunto solo l’idea del Cristo ateo e, per farlo, ho dovuto sganciarlo completamente dagli zeloti, i quali avevano una politicità settaria, estremistica.

Quanto alla Sindone mi sono convinto dell’autenticità leggendo i testi dei medici, dei chimici e dei fisici. Sono scienziati non sindonologi. Di mio ho aggiunto che se la Sindone è vera, i vangeli mentono. E quando ho visto le gerarchie vaticane ben contente dell’esito del C14 mi sono convinto che avevo ragione. E io, per quanto ateo sia, non escludo che nel Cristo ci fosse qualcosa di poco chiaro, ma non ci avrei mai costruito sopra una nuova religione.

Obiezione: Che tu mi dica che Gesù non sia resuscitato, può starci, eccome! È tutto il resto che è basato su congetture. E poi continuo a non comprendere cosa ci azzecchi la Sindone. Donnini ha esposto in maniera accettabile la sua tesi, di un Gesù come rivoluzionario antiromano, ma senza ipotizzare complotti da parte di Pietro.

Risposta: Sono gli adolescenti che cercano prove evidenti, certezze inconfutabili. Gli adulti sanno bene che è possibile tutto e il suo contrario e vanno avanti a forza di congetture, supposizioni, probabilità. L’evidenza riferita alla verità era un’illusione degli antichi filosofi greci. Che il ruolo di Pietro sia centrale per la nascita del cristianesimo lo dice Luca nella prima parte degli Atti. È lui che elabora tesi mistiche relative a morte necessaria voluta dalla prescienza divina per dimostrare l’impotenza umana, che uccide i propri liberatori; e di resurrezione unitamente a parusia trionfale e imminente, previo pentimento dei sacerdoti giudaici. Tutte cose assurde, ma sulla base di queste è nato il cristianesimo.

Obiezione: Io avrò pure la “sindrome di Peter Pan”, ma Pietro? Il più rozzo, ignorante e illetterato degli apostoli, ordisce un tale piano? Vincente, pure?

Risposta: Per favore smettiamola di pensare che gli apostoli fossero rozzi e analfabeti. Un leader può anche fare un’insurrezione popolare con gente del genere. Ma poi, se ci riesce, come fa a gestirla? E poi tu hai mai visto un ebreo analfabeta? Il popolo del libro, maniaco della scrittura, che legge tranquillamente non solo la Torah ma anche il Talmud… Il popolo che ha scritto capolavori assoluti in quello che per noi è l’Antico Testamento… Il IV vangelo fa parte della letteratura mondiale. Guarda che razza di biblioteca avevano gli esseni: che gli serviva, visto che si erano ritirati nel deserto? I beduini al massimo avevano il Corano e qualche libro di preghiere.

Pietro non poteva inventarsi una nuova religione se non avesse avuto capacità intellettuali. Semmai potresti dire che Paolo la sapeva più lunga di lui, come tutti i farisei rispetto agli zeloti, o come tutti i Giudei rispetto ai Galilei. Non sottovalutare mai gli ebrei. Le loro falsificazioni durano da 2000 anni e quelle specifiche alla loro religione giudaica ancora di più.

Delle due lettere di Pietro la prima viene considerata autentica, la seconda no. È scritta in greco, ovviamente non di suo pugno. Andrea e Filippo conoscono il greco di sicuro. Supponi che Pietro non lo conoscesse, anche se era più facile conoscerlo in Galilea che in Giudea. Guarda solo il contenuto di quella lettera. Ti sembra quello di un analfabeta? Leggiti il discorso pronunciato ai sacerdoti negli Atti? O quello per giustificare il superamento dei tabù alimentari. O quello rivolto ad Anania e Saffira. Sono discorsi da leader, magari senza le basi teologiche di Giovanni, di Giacomo il minore, di Paolo…, certamente non di uno sprovveduto.

Noi non dobbiamo cercare tutta la verità, perché allo stato attuale delle fonti, frutto di una colossale mistificazione della realtà, non è possibile. Dobbiamo accontentarci di trovare le incongruenze, le contraddizioni, le manipolazioni. Il cristianesimo è il peggior nemico di Gesù Cristo. E noi abbiamo il compito di ridurne la portata, la gravità, non per negare la sua esistenza, come fanno i mitologisti (senza rendersi conto che lo fanno anche i preti), ma per ricondurla a qualcosa di reale, di umanamente accettabile.

La Sindone è umanamente accettabile? Come prova della resurrezione no di sicuro. Anche Pietro l’aveva capito. Ma come reperto storico sì, anche se ancora oggi non possiamo capire come si sia formata l’immagine (e sinceramente parlando non c’interessa).

La domanda che ci poniamo è infatti un’altra: se diamo per scontato che sia autentica, riusciamo a reinterpretare i vangeli? Certamente. Infatti la prima domanda che ci si pone è: quando mai un crocifisso è stato trattato in maniera così disumana prima dell’esecuzione? I Romani non erano sadici: si attenevano al diritto. In questo caso invece hanno ecceduto: perché? Possibile che odiassero così tanto uno che diceva che il suo regno era nei cieli? Uno che non aveva ammazzato o fatto ammazzare neppure un militare o un ebreo collaborazionista? Un soggetto così avrebbero dovuto giudicarlo del tutto innocuo, uno stravagante, anzi avrebbero dovuto cercare, vista la sua popolarità, di averlo dalla loro parte contro i Giudei più fanatici, attaccati alle tradizioni. Come poi faranno a partire da Costantino e soprattutto Teodosio, che a Milano prendeva ordini da sant’Ambrogio.

La Sindone smonta completamente la rappresentazione evangelica del Gesù pacifista, disposto a immolarsi per riconciliare Dio col genere umano, colpevole di un peccato originale che lo fa tendere inevitabilmente al male. Dobbiamo considerare il reperto in maniera politica, andando oltre tutte le analisi scientifiche fatte fino ad oggi. Quello non è un reperto che conferma i vangeli ma li smentisce. La Chiesa lo sa ed è stata ben contenta del risultato del C14, così ha potuto mettere a tacere gli intellettuali, lasciando il reperto al popolino superstizioso.

Obiezione: Comunque non puoi dire che la Chiesa fu contenta del responso degli scienziati sul C14.

Risposta: Così disse Ballestrero: “La fede con la Sindone non c’entra. E sempre stato cosi. La datazione non conta niente per la Chiesa. Io ho sempre parlato di icona, non di reliquia. Una volta Sua Santità mi disse: “E se fosse proprio una reliquia?”, io allargai le braccia. La Chiesa sulla Sindone è sempre stata coerente”.

Pensa solo se la scienza avesse detto ch’era un reperto autentico. Come avrebbe giustificato il cardinale che in quel reperto il Cristo non può assolutamente coincidere con quello dei vangeli? Quale occasione storica invece ha offerto la scienza per dire che l’uomo della Sindone non c’entra niente col Cristo dei vangeli!

Obiezione: È altamente improbabile la sua autenticità e non solo perché diversi studi hanno dimostrato trattarsi di un reperto costruito in epoca posteriore, ma proprio per l’immagine in sé. Comunque essendo valdese per me la Sindone non rappresenta nulla.

Risposta: Gli studi che han dimostrato che non può essere un falso sono enormemente superiori agli altri, in quantità e qualità. Gli stessi tentativi di riprodurla sono tutti falliti. Ci vogliono dei laser potentissimi, che nessun laboratorio fisico è in grado di possedere a tutt’oggi. Ma il vero problema non è stabilire la sua autenticità sul piano scientifico. Il vero problema è politico: il Cristo della Sindone non può essere ritenuto un pacifista ad oltranza, un profeta itinerante… Se non fosse stato flagellato e torturato in maniera così barbara e schernito in maniera così indegna, forse avrei avuto anch’io dei dubbi. A noi non interessa affatto come quella immagine si sia tecnicamente formata. Interessa però molto reinterpretare i vangeli sulla base di quell’immagine. Cioè considerarla come un quinto vangelo che mette in discussione gli altri quattro.

Obiezione: Perché la Sindone metterebbe in discussione gli altri quattro?

Risposta: Perché i vangeli, canonici e apocrifi, presentano un Gesù ostile solo ai Giudei non ai Romani. Invece la Sindone dimostra ch’erano i Romani a odiarlo di più, proprio perché sapevano che voleva fare un’insurrezione popolare (sulla croce scrivono che hanno giustiziato “Il re dei Giudei”!). Tremarono quando in 600, rinchiusi nella Fortezza Antonia, si resero conto che col seguito popolare che aveva, era entrato a Gerusalemme con l’intenzione di organizzare una rivolta nazionale. Durante la Pasqua a Gerusalemme arrivavano decine di migliaia di persone. I Romani non avrebbero avuto scampo se non si fossero arresi. Di qui l’intenzione di infierire su di lui e di volerlo assolutamente morto. Altro che rappresentare Pilato che si lascia infinocchiare dai sacerdoti!

Obiezione: Non credo proprio a queste tesi rivoluzionarie. Gesù, dicendo: “date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”, dimostra di non aver nulla contro i Romani. Neppure contro gli ebrei, proprio perché era ebreo, come sua madre, i suoi apostoli e i suoi discepoli. Il suo regno non era di questo mondo. Ponzio Pilato lo ha dichiarato innocente e si è lavato le mani per mostrare che non voleva sporcarsele col suo sangue. I veri suoi assassini sono i sacerdoti, poiché non accettavano che i suoi insegnamenti facessero tanti proseliti. Lo hanno fatto crocifiggere come bestemmiatore…

Risposta: La frase su Dio e Cesare rispecchia la teologia paolina non la politica gesuana. Prevede la separazione di Chiesa e Stato come forma istituzionale permanente. Cosa che nessun ebreo avrebbe fatto con l’occupante in casa. Gesù voleva una liberazione nazionale dell’intera Palestina. Gli unici a non volerla erano i sadducei e gli anziani, cioè l’aristocrazia laica (agraria) e sacerdotale (templare) collusa coi Romani. Caifa era un burattino di Roma, scelto dall’imperatore. Avrebbe potuto tenere Gesù nelle carceri giudaiche, invece lo consegnò al nemico nazionale. Il che non gli servì poi a nulla, in quanto anche Caifa venne rimosso nello stesso anno di Pilato.

Obiezione: Che senso ha dire che la Sindone è stata usata per il corpo di Cristo e poi descriverla come un’opera divina?

Risposta: Non m’importa nulla che la Sindone venga considerata divina o no, anche perché sono ateo e non m’interessano le questioni religiose. Non è un mio problema su come si sia formata quell’immagine. Non voglio neanche discuterne, perché se fino adesso non l’hanno capito, figurati se possiamo farlo noi che scienziati non siamo.

Voglio solo dirti che se ti metti a leggere i testi dei patologi, dei fisici, dei chimici, dei botanici, dei fotografi e persino degli iconografi, e lo fai senza pregiudizi di sorta, senza voler dimostrare una tesi precostituita, è impossibile non convincersi che quello sia un reperto autentico. Detto questo, non ci penso neanche minimamente a sostenere che Gesù è risorto o è figlio di Dio. Son cose del tutto irrilevanti sul piano politico. Sono affari suoi su come è scomparso dalla tomba. Al posto di Pietro io, se fossi stato lì, non avrei mai fatto nascere una nuova religione parlando di resurrezione. Quella è stata soltanto una strana scomparsa. Amen. Ma se la guardi sul piano politico, appare evidente che la narrazione dei vangeli sull’identità di Cristo è parecchio falsa. Sono stati i Romani a volerlo a tutti i costi morto, ovviamente con la complicità dei sadducei e dei sommi sacerdoti, perché sono stati loro a consegnarlo a Pilato. Chi li costringeva a farlo? Non potevano loro tenerlo agli arresti? Perché Giuda pensi che si sia impiccato? Non è forse realistico pensare che le persone che lo convinsero a tradire gli avevano promesso che non l’avrebbero consegnato al nemico, ma al massimo l’avrebbero tenuto nelle carceri del Sinedrio?

Semmai dovremmo chiederci, se proprio vogliamo disquisire su questo lenzuolo a prescindere dalle valutazioni politiche: l’intenzione che aveva Giuseppe d’Arimatea era evidentemente quella di completare la sepoltura appena passato il sabato pasquale; ma questa decisione non esprimeva forse il terrore di trasgredire le usanze ebraiche? Di fronte a un uomo che ha vissuto come eversore gran parte della sua vita, che ha rischiato più volte d’essere arrestato e linciato, davanti a un soggetto politico che si è apprezzato, stimato, ammirato per tutto quello che aveva fatto in vita contro i Romani e la classe sacerdotale, non si è avuto il coraggio, neanche per un momento, di trasgredire il precetto del sabato e di completare la sepoltura in maniera conforme alla prassi? Certo, per noi è stata una fortuna averlo trovato tutto martoriato, perché abbiamo capito molte più cose, ma la vergogna resta nei confronti di chi l’ha inumato.

Obiezione: Io penso che a Gesù, dopo averlo deposto dalla croce, gli abbiano messo subito un sudario per allontanare interventi delle persone curiose. Una volta portato nella tomba di Giuseppe d’Arimatea, è stato rianimato e gli hanno prestato le prime cure. Successivamente viene allontanato in tutta fretta dal luogo di sepoltura: ecco spiegato anche il fatto che la tomba fu trovata aperta e che il sudario sia stato trovato piegato e appoggiato in un angolo.

Risposta: Il colpo di lancia inferto dal soldato è la prova provata ch’era morto. Il IV vangelo lo dice chiaramente. E dice anche che Giovanni era lì, come testimone oculare. Infatti quando lui e Pietro corrono verso il sepolcro, Giovanni non arriva prima perché era più giovane, ma perché sapeva bene dove l’avevano sepolto. Come lo sapeva la Maddalena, che non li accompagnò in quella corsa, non avendo bisogno di indicare a Giovanni il luogo esatto del sepolcro.

Inoltre debbo dire che i versetti 39 e 40 del IV vangelo sono stati aggiunti da un redattore che non sapeva nulla di come vengono sepolti gli ebrei: ha parlato di un quantitativo assurdo di profumi e finge di non sapere che, siccome non c’era tempo per una sepoltura regolare, il corpo fu lasciato così com’era, né lavato né unto. Ha inserito Nicodemo perché probabilmente costui divenne seguace della teologia paolina. Ma gli unici presenti erano l’Arimatea, i suoi servi, l’apostolo Giovanni e qualche donna (di sicuro la Maddalena). Ho qualche dubbio che vi fosse la madre, poiché forse sarebbe morta di crepacuore, anche se sulla croce Gesù l’affidò a Giovanni, nonostante avesse vari fratelli e sorelle che avrebbero potuto assisterla. Il che fa pensare che coi parenti non andasse molto d’accordo, oppure che tutti quei fratelli e sorelle siano stati in realtà dei cugini. A meno che la “Maria” in questione, ai piedi della croce, non sia stata la stessa Maddalena… Però è risaputo che la madre di Gesù visse con Giovanni.

Obiezione: Ma perché la Chiesa cattolica non considera articolo di fede la veridicità della Sindone?

Risposta: Il Vaticano non avalla la Sindone semplicemente perché legge i testi degli esegeti che la considerano autentica e si rende conto che se quel reperto è autentico, la ricostruzione romanzata della biografia di Gesù fatta dai vangeli è tutta falsa. Preferisce ritenere falsa una cosa vera piuttosto che ripensare i propri dogmi.

Obiezione: È sempre facile vedere le insensatezze altrui e non vedere le proprie, definendo addirittura “reale” ciò che non trova riscontro in nessun testo riguardante la figura di Gesù, e togliendo parti dei vangeli canonici, o svalutando i vangeli apocrifi soltanto perché non si accordano alla propria tesi.

Ma per correttezza non verso chi scrive (perché se uno vuole morire delle proprie fantasie su Cristo è libero di farlo), ma verso il lettore che si trova a che fare con metodologie interpretative che non sono né storiche, né mitiche, né scientifiche, ma soltanto frutto di giochi mentali e ideologici, questo post diventa solo un’occasione per ribadire due punti fondamentali:

1. In nessun vangelo si fa menzione della Sindone, pertanto qualsiasi tentativo di correlazione della stessa con i testi evangelici è del tutto arbitrario e fuorviante.

2. La supposta “malafede” attribuita agli evangelisti rimane espressione solamente di certa esegesi laica, che non è in possesso della corretta chiave d’interpretazione dei testi. Non ha senso biasimare i credenti che proiettano le proprie fantasie “religiose” su Cristo, quando poi si fa lo stesso proiettando le proprie fantasie “politiche”.

Risposta: Ho l’impressione che tu non abbia ancora capito che non esiste nessuna verità oggettiva o assoluta, ma solo interpretazioni, più o meno elaborate o motivate. In un forum come questo ognuno dice la sua, ci si confronta, si vanno a cercare conferme, si traggono spunti per rielaborare le proprie tesi. Ma non si afferma mai che le proprie tesi sono le migliori in assoluto. Anche tu proietti le tue fantasie gnostiche sul Cristo e ritieni possibile un tradimento concordato tra lui e Giuda.

Obiezione: Quali tesi? Io non ne posseggo alcuna e quindi non ho bisogno nemmeno di conferme. Ma se si trasformano i vangeli in un “fantasy politico” e si veicola a terzi informazioni che appartengono solo alla propria fantasia e indole politica, per dargli poi una parvenza di storicità e sensatezza, qualsiasi mio intervento è teso soltanto a mettere in guardia da certe derive e arroccamenti intellettuali. La gnosi si basa sull’esperienza del reale, pertanto qualsiasi “finzione gnostica e mitica” deve essere compresa nel suo significato simbolico, psicologico, spirituale e esistenziale.

Risposta: Capisci che ognuno di noi ha un’ideologia nella testa? Ha delle precomprensioni, dei preconcetti, degli idola tribus, come dice Bacone? Non si scappa. Leggiti Gadamer e te ne convincerai. Anche la religione e la filosofia e la scienza sono un’ideologia. Anche la pretesa di andare oltre a tutto è un’ideologia. L’unica cosa davvero importante è cercare di restare aperti a nuove conoscenze, nuove esperienze, forzando se stessi a non credere sempre nelle stesse cose. Io sono partito dai cristiani per il socialismo, poi mi sono interessato degli ortodossi, poi dell’ateismo scientifico, poi del Cristo politico, anche a partire dalla Sindone, ma ho studiato di tutto: economia politica, sociologia, statistica, antropologia, psicopedagogia, filosofia, letteratura italiana e straniera, e tutta la storia, dal pitecantropo ad oggi (usando la Storia Universale della Teti), e molte di queste cose le ho anche insegnate, inclusa l’informatica, pur non essendo laureato in questa disciplina.

Obiezione: Ma non lo capisci che qualsiasi ideologia è falsa e qualsiasi sistema di credenze è un’imposizione che proviene dall’esterno o da un’autorità e qualsiasi sapere accumulato è soltanto una zavorra che offusca la percezione della realtà? Buddha, i Maestri Zen oppure i più recenti Krishnamurti, Gurdjieff sono la testimonianza che è possibile vivere senza trascinarsi il peso del passato: si è liberi mettendo proprio da parte qualsiasi pretesa di conquista e libertà. Come si può essere davvero aperti se si è ancora condizionati da ciarpame ideologico, politico e teologico? Il vero punto di partenza è la propria consapevolezza liberata da qualsiasi sapere e condizionamento proveniente dalla società e da qualsiasi sistema scolastico. Ripeto ognuno è libero di morire delle proprie fantasie, siano esse socialiste, cristiane, atee, teiste o elaborate secondo la propria mentalità, ma se si fanno delle affermazioni come “a partire dalla Sindone, che se è vera, smentisce completamente i vangeli”, quando la stessa, fino a prova contraria, appartiene a un contesto medievale, qui stai solo fantasticando non soltanto coi vangeli, ma anche con la stessa Sindone, come fanno i credenti cristiani, con l’unica differenza che loro lo fanno in chiave teologica, mentre tu lo fai in chiave politica.

Risposta: Di prove contrarie che la Sindone non appartiene a un contesto medievale ce ne sono a iosa, ma se uno non le legge, non so che farci. Di sicuro io non la uso per confermare i vangeli.

Obiezione: Se uno porta a sostegno prove che la Sindone è precedente al contesto medievale, per quanto mi riguarda non ho nulla da dissentire, ma metterla in relazione con i vangeli, e strumentalizzare la stessa per cercare conferma alle proprie convinzioni, che siano politiche o teologiche, troverà sempre la mia opposizione.

Risposta: Questa tua chiusura preconcetta nei confronti della Sindone non la capisco. Non stai parlando con un credente ma con un ateo, che ha scritto vari testi considerando Gesù, oltre che politicamente sovversivo, radicalmente ateo. Io guardo la Sindone in maniera tale da non confermare alcuna tesi religiosa. La mia interpretazione è molto semplice: se quell’immagine è di Gesù Cristo, allora Pilato non è il buonista descritto dai vangeli, perché quel corpo, per come fu trattato, probabilmente non sarebbe sopravvissuto neppure se al processo fosse stato liberato. Quindi se la Sindone è vera, i vangeli mentono inevitabilmente. Di più non ho mai detto e non credo che quanto sostengo non possa essere condiviso sul piano laico. Certo, bisogna dare per scontato che non sia un falso medievale, ma per convincersene, basta leggersi i testi scientifici dei patologi.

*

Certo, se la Sindone è vera, un ateo storce subito il naso, perché potrebbe sentirsi indotto a riconoscere al Cristo una natura divina. Ma si rassicuri: nulla lascia pensare che esista un Dio onnipotente e onnisciente, superiore allo stesso Cristo, e nulla lascia pensare ch’egli avesse una natura divina molto diversa dalla nostra. Non solo, ma il cristianesimo continuerebbe a restare una religione creata dalla teologia petropaolina, totalmente estranea a quanto Gesù ha detto e fatto in vita.

E comunque mi lascia abbastanza sconcertato il fatto che mentre io non uso la sindone in chiave religiosa ma politica per contestare i vangeli, chi la rifiuta per motivi scientifici, finisce per confermare la versione degli stessi vangeli. Che senso ha? Il cristianesimo è nato sulla base della Sindone, ma siccome quella mostra solo una stranezza, senza dimostrare alcunché, han preferito censurarla, sostituendola coi racconti di riapparizione e ascensione, che sono tutti inventati di sana pianta.

Io non mi limito a essere anticlericale ma nego proprio l’esistenza di un Dio onnipotente e onnisciente. Tuttavia non mi dà alcun fastidio pensare che in quel lenzuolo ci sia una stranezza, come han già detto centinaia di scienziati di svariate discipline. Non ci costruisco sopra una fede religiosa, né vado a cercare nei vangeli delle conferme. Anzi per me la Sindone nega l’esistenza di un Cristo pacifista e di un Pilato buonista e ingenuo, che si è lasciato raggirare da Caifa.

E quando mi dicono che interpreto le cose sulla base di un assunto cognitivo aprioristico, quello del Cristo politico, cui piego anche i risultati dell’analisi scientifica, mi vien solo da ridere: sia perché tutti partiamo da assunti precostituiti, nessuno escluso; sia perché spesso la prima a non essere scientifica è proprio la scienza. Passare da un culto religioso a un culto scientifico, per me significa restare nell’ambito della superstizione. Forse per questo non vado d’accordo neppure coi sindonologi, quando vanno a cercare nel telo una conferma di ciò che dicono i vangeli.

Obiezione: Come fa un ateo a pensare che sia autentica la sindone? Non gli bastano le prove esistenti? Davvero riesci a credere, essendo ateo, che un essere soprannaturale vi sia stato avvolto?

Risposta: Scusa ma non capisco: cosa cambia crederci o non crederci? Non devo mica confermare la fede dei credenti. Per me i sindonologi non sanno quel che dicono quando sostengono che il telo conferma la tesi della resurrezione. La Sindone non dimostra niente. La ritengo autentica in maniera laica, dopo aver letto decine di testi della Marinelli, di Fanti, di Baima Bollone… Ma non traggo le loro conclusioni. Su quante cose dobbiamo ammettere che le nostre conoscenze sono limitate? Di sicuro se Cristo aveva qualcosa di diverso da noi, in vita non l’ha mai dimostrato e tutti i racconti di riapparizione sono inventati. Io però mi riservo di dire, proprio guardando il telo, che la rappresentazione evangelica di Gesù è falsa.

Obiezione: Cambia, eccome! Io sono ateo e sono fermamente convinto che non esistano prove che Gesù sia mai esistito. Se anche fosse esistito, sarebbe stato un uomo. Ad oggi nessun uomo, una volta morto, ha lasciato immagini di sé su un sudario. Se questa immagine esiste, due sono le ipotesi: è un falso oppure è un fenomeno soprannaturale. Se è un falso, continuo ad essere ateo, ma se è autentica… come faccio ancora a non credere alla divinità di Gesù? Non solo, ma se sono ateo, mi baso su prove razionali e tutte le prove razionali mi portano a dire che la sindone è un falso. Se io voglio ignorare le prove razionali per rifugiarmi nella narrazione, come faccio ad essere ateo?

Risposta: Scusa ma essere ateo vuol dire non credere nell’esistenza di un dio onnipotente e onnisciente, poiché un’entità del genere ci renderebbe dei burattini. Cosa c’entra Gesù Cristo con questa definizione di ateismo? Lui era un uomo come noi. Se poi aveva qualche caratteristica in più, che ha mostrato solo quando morì, a me e a te cosa importa? Sarà un suo problema gestirla, non nostro. L’importante è che non ci si faccia sopra una religione, come invece fece Pietro, che lo tradì non meno di Giuda.

Se Cristo voleva mostrare ai discepoli che aveva una natura divina, aveva tutte le possibilità di farlo mentre era in vita, ma sappiamo bene che non lo fece. Tutti i racconti di miracoli sono chiaramente inventati. Se poi tu intendi per ateismo anche l’idea che non esista nulla dopo la morte, su questo non posso fare altro che ribadirti che nell’universo tutto si trasforma perennemente. E io e te non possiamo certo sapere cosa ci accadrà dopo morti.

Ti ricordo che fino ad oggi l’unico modo per riprodurre la Sindone è stato quello di usare il laser, ma sono riusciti a farlo solo su un centimetro quadrato. Non abbiamo sufficiente potenza per farlo per un intero corpo. Ma se anche ci riuscissero, a me non importerebbe nulla, poiché io esamino la Sindone solo sul piano politico.

Obiezione: Perdona, ma vediamo di fare un po’ di chiarezza: che significa “essere ateo vuol dire non credere nell’esistenza di un dio onnipotente e onnisciente, poiché un’entità del genere ci renderebbe dei burattini.” Essere atei significa forse credere in un qualche dio?

Risposta: Non capisco di che Dio parli. Gesù non era in grado di prevedere alcunché. Non poteva sapere che Giuda l’avrebbe tradito. Non aveva a disposizione 12 legioni di angeli con cui vincere i Romani, come gli fa dire quello stupido di Matteo. Se aveva una qualche caratteristica in più, che ha mostrato nella Sindone, beato lui. Ma questo non può incidere minimamente sulla mia vita privata. Quando lui disse ai Giudei: “Voi siete dèi”, nel IV vangelo, dimostrava lui stesso di essere ateo! Tutte le dichiarazioni mistiche che lui ha fatto nei vangeli, sulla sua stretta identità col padre, ecc., sono chiaramente inventate. Su questo io e te non abbiamo dubbi. Se lui è un dio, lo siamo anche noi, e lui non è in grado di obbligarci a fare nulla di nulla.

Obiezione: Se provi a rispondere alla mia domanda forse cominciamo a intenderci: se “essere ateo vuol dire non credere nell’esistenza di un dio onnipotente e onnisciente, poiché un’entità del genere ci renderebbe dei burattini”, vuol forse dire che si crede o si può credere in qualche divinità purché non onnisciente e non onnipotente?

Risposta: Guarda che anche l’essere umano ha caratteristiche divine. Gli animali sono lontanissimi da noi. Non hanno libertà di coscienza, non hanno intelligenza delle cose, vivono sulla base di istinti… Sono i due concetti di onnipotenza e onniscienza che devono sparire dal vocabolario. Se davvero esistessero, come mai solo per fare la Terra ci sono voluti 4,5 miliardi di anni? Se esiste una divinità, è simile a noi ed è stata soggetta a un fenomeno evolutivo come noi. Sembra che per te ammettere che Cristo avesse una caratteristica in più finisca col minacciare la tua libertà personale. Ti darei ragione solo a una condizione, che si fosse ripresentato vivo dopo morto. Ma sappiamo benissimo che tutti i racconti di riapparizione sono inventati.

Tu hai un concetto di ateismo di tipo positivistico o materialistico. Come faccio a rispondere alla tua domanda? Io ne ho un altro: una sorta di ateismo umanistico, che va al di là dell’esistenza terrena. Siamo parte di un universo, di cui sappiamo assai poco.

Nella storia delle religioni quando si parla di divinità s’intende sempre un’entità onnipotente e onnisciente, altrimenti che divinità sarebbe? Le religioni dicono anche che gli dèi sono immortali, ma poi aggiungono che lo siamo anche noi, seppur in maniera indiretta. Ma a me le religioni non interessano.

Obiezione: Allora vediamo se rispondi a questa mia richiesta: cosa intendi per “divinità”?

Risposta: Anche questa domanda è sbagliata, perché tu usi il concetto di divinità in maniera tale da escludere il suo lato umano. Non esiste alcuna divinità, semmai esiste una divinoumanità. Esiste una natura umana che ha caratteristiche divine, che sono la libertà di coscienza, l’intelligenza delle cose, ecc. Noi siamo materia che ha preso coscienza di sé. Che poi esista un Cristo che abbia qualcosa in più, di cui io non so nulla, poiché in vita non l’ha mai mostrato, non mi interessa. Se fossi vissuto 2000 anni fa l’avrei seguito per liberare la Palestina, non perché soffrivo di un culto della personalità.

Obiezione: Per me stai sostenendo delle assurdità fenomenali. Comprese quella sulla differenza tra noi e gli animali: siamo animali, siamo primati, esattamente come gli scimpanzé, e gli animali non sono affatto solo istinto privo di intelligenza, emozioni, sentimento e capacità di ragionamento.

Risposta: Supponi che tra qualche anno il test del C14 venga rifatto da scienziati dichiaratamente atei come i cinesi o i russi e che si scopra che il telo è autentico, tu come reagiresti, visto che sei così pervicacemente convinto della sua falsità? Diresti che è tutta una montatura? Che sono stati pagati? Che c’è la politica dietro? Che la loro tecnologia non vale niente? Insomma perché devi metterti in imbarazzo? Perché non guardi in maniera laica le cose? Perché vuoi rischiare di fare dell’ateismo una nuova religione? Quando la religione scomparirà, scomparirà anche l’ateismo. Resterà soltanto l’uomo, che al di fuori di questo pianeta, in un’altra dimensione, scoprirà di avere nuovi poteri: magari vinceremo tutti i giorni la forza di gravità e viaggeremo alla velocità della luce…

Obiezione: Stai cercando di cambiar le carte in tavola. Secondo il tuo concetto di ateismo, un ateo è colui che crede tranquillamente a una qualche divinità, purché non sia onnipotente e non sia onnisciente?

Risposta: Che senso ha ch’io debba sottoporre il mio criterio di divinità a uno che ne ha un altro? Io non devo lottare contro la religione per affermare l’ateismo. Per me l’ateismo è un fatto naturale in quanto inerente alla natura umana. Non ho subìto condizionamenti religiosi in famiglia, poiché entrambi i genitori erano atei. Non ho frequentato scuole religiose. E il catechismo fatto 60 anni fa era solo ridicolo.

Sembra che per te esista solo il C14, ma sono state fatte tante altre analisi sulla Sindone che non riguardano il carbonio. Peraltro il test del C14 a volte prende delle cantonate incredibili.13 Non puoi avere un atteggiamento così fideistico nei confronti della scienza e tanto meno nei confronti di una sua particolare metodologia. La Heather Graven, dell’Imperial College London, ha detto che se continuiamo a immettere nell’atmosfera valanghe di CO2, le datazioni del C14 effettuate nel 2100 potrebbero sbagliare anche di 2000 anni!

Note

1 Il solo che sostiene che la Sindone di Torino non sia quella di Lirey è Andrea Nicolotti, il quale, pur avendo scritto poderosi volumi per negarne l’autenticità, per me non ha mai capito che l’approccio più corretto nei confronti di quel telo è politico non scientifico. Di gran lunga preferisco Emanuela Marinelli, ancorché purtroppo cerchi nella Sindone un modo per confermare i vangeli invece che smentirli.

2 T. J. Phillips su “Nature” sostenne addirittura nel 1989 che fu la stessa esplosione di energia del corpo a mutare gli atomi di azoto, contenuti nel sangue, in carbonio 14, ringiovanendo la data radiocarbonica del tessuto.

3 I misteri sull’indagine scientifica, attorno alla Sindone, sono almeno quattro: 1) il test del C14 avrebbe dovuto essere fatto da sette laboratori, ma poi si decise solo per tre: Oxford, Tucson e Zurigo (tutti di ambiente protestante); 2) i campioni dovevano essere presi da più punti e non da un’unica zona del lenzuolo; 3) l’unica istituzione responsabile del corretto svolgimento delle operazioni sarebbe stata il British Museum, nella persona di Michael Tite, il quale aveva precedentemente affermato di ritenere la Sindone un falso medievale. Veniva quindi esclusa l’Accademia Pontificia delle Scienze. I motivi che spinsero la Chiesa ad adottare questa linea sono tuttora in parte ignoti: l’unico che si diede è che non si voleva togliere al telo ulteriore tessuto. Cosa che poi non avvenne: infatti per le operazioni di datazione verranno rimossi dal telo 300 mg di tessuto (da ripartire tra i tre laboratori), anziché i 200 mg previsti dal Protocollo del 1986. 4) I laboratori avrebbero dovuto lavorare contemporaneamente e senza scambiarsi informazioni: invece fecero tutto il contrario.

4 Il criminologo svizzero Max Frei ha detto che il sudario contiene pollini della Palestina e del Nord Africa.

5 Il telo contiene aloe e mirra perché era preposto per le sepolture, ma questo non vuol dire che la presenza di Nicodemo sia realistica nel IV vangelo. La torcitura “Z” del filato (e non a “S”, tipica dell’Egitto) indica un’area siro-palestinese. È stato filato a mano con un rudimentale telaio a pedale, poiché presenta salti ed errori di battuta. Tuttavia il telo resta pregiato. Vi sono tracce di cotone, diffuso in Medioriente, ma non fibre di origine animale, perché la legge mosaica lo vietava.

6 Da notare che nell’abbazia dei Babenberg, a Klosterneuburg (nord di Vienna), si trova l’Altare di Verdun, risalente al 1181. In uno dei suoi quadri in smalto si osserva la sepoltura di Cristo con le mani incrociate sul corpo, esattamente come sono figurate sulla Sindone.

7 Parla di Sindone anche Robert de Clari nel suo La conquista di Costantinopoli del 1204: l’aveva vista a Costantinopoli nel monastero di Santa Maria di Blacherne. Nel 1205 la Sindone raggiunse Atene, accompagnando il cavaliere crociato Othon de la Roche, stanziato proprio nel quartiere delle Blacherne, il quale venne nominato signore della capitale greca. Costui condusse con sé in Francia nel 1226 il lenzuolo, e una sua discendente, Jeanne de Vergy, potrebbe aver portato in dote la Sindone in occasione del suo matrimonio col cavaliere Geoffroy de Charny, verso la metà del XIV secolo.

8 Le monete bizantine cominciarono a raffigurare un Cristo sindonico a partire dal 692 d.C.: capelli lunghi (più accentuati da un lato), presenza del ciuffo sulla fronte (il rivolo di sangue scoperto con la fotografia), naso profilato appena asimmetrico, zigomi ben evidenziati e labbro inferiore evidente (il tutto a causa dei colpi ricevuti) e barba bipartita. In particolare si nota uno strano piede destro, più corto del sinistro, che nell’antichità ha fatto pensare a un Cristo “storpio”: in realtà nella Sindone è soltanto sovrapposto all’altro a causa di un’unica inchiodatura.

9 Da notare che Giuseppe Flavio sostiene che al tempo dei procuratori romani Albino e Floro la corruzione era così forte che era normale chiedere un riscatto in denaro per far scarcerare dei prigionieri ebrei sovversivi. Non a caso il malgoverno di Gessio Floro sarà una delle cause che condurrà allo scoppio della guerra giudaica.

10 Giustiniano fece erigere una basilica in suo onore a Selçuk, nei pressi di Efeso, dove, non lontano, secondo la tradizione, vi sarebbe stata la casa dalla madre di Gesù.

11 Sarà poi la scienza a dimostrare che non ci sono sbavature in corrispondenza delle macchie di sangue, per cui è impossibile spiegare come il cadavere sia stato asportato dal lenzuolo.

12 Il naso del volto sindonico era sicuramente fratturato, sia per i colpi ricevuti dai soldati, sia per le cadute durante il trasporto della trave, in quanto le braccia erano legate e non poteva difendersi quando cadeva sotto il peso di quei 40-50 kg. Gli scienziati han trovato del terriccio non solo nei calcagni, in quanto camminava scalzo, ma anche appunto nel naso.

13 Gusci di lumache ancora vive del Nevada sono risultati vecchi di 26.000 anni; una foca della base di McMurdo sul Mare di Ross, in Antartide, appena uccisa è risultata morta da 1300 anni; una pelliccia di Mammut della presumibile età di 26.000 anni è risultata averne soltanto 5600: questo a Chekurovka, nel delta del fiume siberiano Lena che sfocia nel Mar Glaciale Artico. Una mummia egiziana conservata nel museo di Manchester ha fornito date diverse per le ossa e le bende: queste ultime sono risultate 800-1000 anni più “giovani” delle ossa. La contaminazione con carbonio recente fa sembrare il campione più giovane della realtà. Questo effetto risulta maggiore per i campioni più antichi: un campione vecchio di 17000 anni contaminato dell’1% con carbonio moderno appare 600 anni più giovane, mentre su un campione vecchio di 34000 anni, contaminato con la stessa quantità di carbonio moderno, l’errore sale a 4000 anni.

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