Edy Bernasconi, Libertà e Laicità

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Edy Bernasconi, Libertà e Laicità, (L’eredità di Emilio Bossi – Milesbo – a 150 anni dalla nascita e a 100 dalla morte), Fontana Edizioni, Pregassona-Lugano, 2020, pagine 190, s.i.p.

Saggio biografico di carattere storico-politico-filosofico, ricchissimo di elementi anticlericali e antireligiosi, a favore della laicità delle istituzioni.

Il testo è corredato da bibliografia, elenco delle pubblicazioni di Emilio Bossi (1870-1920), foto, disegni e riproduzioni di documenti d’epoca tra cui segnalo “L’Anticlericale” del 1902, organo della Società Anticlericale Ticinese.

In copertina una foto che riproduce la statua a lui dedicata nel 1931 collocata nel mendrisiotto.

Tale studioso è famoso a livello internazionale per le sue ardite e provocatorie tesi sull’inesistenza storica di Gesù Cristo: “Gesù Cristo non è mai esistito”, libro edito nel 1904.

La sua ristampa nel 1976 fu oggetto di censura momentanea da parte di autorità filoclericali siciliane: “La ristampa integrale dell’opera di Bossi, iniziativa della casa editrice La Fiaccola di Ragusa, fu infatti oggetto di sequestro su ordine del tribunale di Caltanissetta”. Tale casa editrice libertaria era allora diretta da Franco Leggio, intellettuale e militante anarchico isolano (1921-2006).

Da segnalare anche vari suoi scritti contro le religioni in generale poiché comportano quasi sempre pregiudizi e superstizioni irrazionali di ogni genere.

La lotta per la laicità delle istituzioni fu al centro della sua attività politica, il testo ricorda varie leggi separatiste e volte a contenere l’invadenza clericale che i laicisti ticinesi riuscirono ad ottenere nell’800. In particolare una legge sui conventi fu definita dai vescovati di Como e Milano: “la più grande offesa del Canton Ticino alla religione cattolica”.

Si ricorda anche il suo impegno contro l’invadenza clericale a proposito di una legge del 1886 da lui definita: “una legge ladra delle prerogative dello Stato”. Ma secondo gli anticlericali più intransigenti Bossi non era abbastanza laicista per cui fu accusato di essere “troppo accomodante” a proposito di una trattativa con la diocesi di Lugano relativa al fastidioso suono delle campane. Infine resta da segnalare un suo graffiante libro intitolato “La degenerazione professionale del clero cattolico” in cui si denunciano le “deviazioni perverse” soprattutto di naturale sessuale di preti e suore.

Pierino Marazzani

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