I peccati della Bibbia

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Il testo identifica tra i principali “Peccati della Bibbia” i suoi incitamenti all’antisemitismo, riferendosi ovviamente al Nuovo Testamento, con precise citazioni da Matteo e Giovanni.

Dopo complessi ragionamenti logici e scritturali, basandosi sulle molte loro contraddizioni e inverosimiglianze, l’Autore giunge a negare esplicitamente la divinità di Cristo: “Gesù può essere soltanto un prodotto dell’umanità” del suo tempo.

Ad esempio si afferma che la nota Maria di Magdala sia in realtà una pura finzione poiché “nessuno è mai stato in grado di localizzare un antico villaggio chiamato Magdala”.

La Bibbia in più passi disprezza la donna riducendola a mera proprietà dell’uomo: “I sentimenti delle donne non venivano tenuti in nessuna considerazione dal momento che il controllo del corpo femminile a vantaggio del piacere sessuale maschile era l’unica priorità”.

Il testo nega esplicitamente la creazione divina della specie umana, al contrario per l’Autore “Piuttosto ci siamo evoluti fino a raggiungere uno stadio che giudichiamo appena un po’ più elevato di quello delle scimmie”.

Addirittura l’Autore afferma che : “Non esiste nessun Dio teistico che si prenda cura di voi o di me”!

I sacramenti della confessione, del battesimo e dell’eucarestia sono negati in blocco : “inutile”, “priva di significato”, “fallita”, “crolla come un castello di carte” ecc.

Anche i preti pedofili sono citati nel libro: “I preti dei nostri giorni invocano ancora Dio quando violano e abusano di bambini che erano stati affidati alle loro cure”.

Il testo è corredato da ampia bibliografia in cui è assente il Deschner come pure sono ignorati gli Autori italiani e svizzeri.

John Shelby Spong, I peccati della Bibbia, Massari Editore, Bolsena-Viterbo, 2021, pagine 447, euro 22,00

Pierino Marazzani, agosto 2021

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