Supponiamo…

image_pdfimage_print

Supponiamo che l’esistenza umana e naturale sia possibile nell’intero universo e non solo nel nostro pianeta. Nel senso che da qualche parte esistono esseri umani come noi. Magari con qualche piccola variante. In fondo anche un neonato non è molto diverso da un anziano non autosufficiente, a parte ovviamente la consapevolezza di sé. Senza poi considerare che anche tra adulti le differenze morfologiche non sono poche.
Ora supponiamo che 2000 anni fa sia arrivato sulla terra uno di questi extraterrestri, che non ci ha stupito con alcun effetto speciale ma ci ha semplicemente spiegato il modo di essere umani e naturali, come eravamo prima della nascita dello schiavismo.
Tuttavia la maggioranza, invece di ascoltarlo, gliene ha fatte passare di tutti i colori: tentativi di lapidazione, fustigazione, torture, crocifissione e insulti di ogni genere.
Alla fine viene rinchiuso in una tomba, e il giorno dopo non lo trovano più. Quello, siccome aveva qualcosina in più di noi (che al momento ci sfugge), si è risvegliato e se ne è andato, portandosi via il proprio corpo, ancora tutto sporco di sangue.
Mi chiedo: Come mai un corpo ha così tanta importanza per un essere umano destinato a vivere altrove? Non poteva andarsene lasciandolo lì, come accade a tutti noi?
Mi pare dunque evidente che noi siamo destinati ad avere una qualche fisicità anche nella dimensione universale, in una maniera che ovviamente non possiamo sapere (e che in fondo, finché siamo vivi, neppure ci interessa).
Ricordate quando nel cap. 21 del IV vangelo in uno dei racconti inventati sulle riapparizioni di Gesù il redattore dice: “Si mise a mangiare il pesce con loro”. Un filosofo gnostico o un idealista come Platone o Plotino non avrebbe mai detto una cosa del genere. Avrebbero parlato di anima, di spirito, ombra, fantasma, emanazione ecc.
Secondo me, pur nella sua fantasia mistica (e quindi, per così dire, malata), quel redattore (di origine sicuramente giudaica) aveva colto nel segno. Questo per dire che anche nella religione, una volta decontaminata dalle sue scorie radioattive, si può trovare qualcosa di buono. Bisogna però saperle leggere, sgombrando la mente dai propri “idola”, come diceva Bacone.

image_pdfimage_print

Lascia un commento