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Premessa al Vangelo di Luca

Chi rappresenta Luca? Solo l’autore del terzo vangelo? No. Se fosse solo questo, non sarebbe valsa la pena scrivere un libro del genere. Rappresenta invece le posizioni moralistiche, sul piano personale, e opportunistiche su quello politico, che impediscono di credere in un mutamento significativo della realtà; quelle posizioni che non aiutano a sperare, ma solo a illudersi che si possa vivere dignitosamente anche senza far nulla, o quasi nulla. Di qui l’esigenza d’essere espressamente “contro”. E siccome Luca, di tutti gli evangelisti, è quello più vicino al mondo greco-romano, che non è molto diverso dal nostro, è soprattutto la sua filosofia di vita che bisogna cercare di superare.

In particolare qui si è tentato di capire perché il suo moralismo e il suo opportunismo favoriscono la conservazione dello status quo. Non si è perso tempo a dimostrare che tutto quanto Cristo ha fatto di “sovrumano” è storicamente insostenibile. Lo si è dato per scontato. E questo sicuramente non piacerà agli esegeti confessionali. D’altra parte anche quelli che non lo sono, diranno che, allo stato attuale delle fonti, così fortemente tendenziose, una lettura alternativa è “vanità delle vanità”.